Ai nastri di partenza il Bonus Maroni, potenziato dalla Legge di Bilancio 2025 e destinato sia ai lavoratori pubblici che a quelli del settore privato: l’incentivo in busta paga concesso su domanda ai dipendenti che optano per il posticipo della pensione anticipata (maturati in base ai requisiti ordinari della legge Fornero o della Quota 103), sarà messo in pagamento da agosto, ma secondo uno specifico calendario.
Aumento di stipendio con l’incentivo al posticipo pensione
La platea dei beneficiari del bonus sullo stipendio per il posticipo del pensionamento coinvolge da quest’anno anche coloro che raggiungono i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne), oltre ai beneficiari della pensione anticipata flessibile con Quota 103 (62 anni di età e 41 anni di contributi).
Il bonus consiste nell’esonero dal versamento dei contributi dovuti dal lavoratore (la trattenuta IVS in busta paga pari al 9,19% della retribuzione lorda), commutato in un corrispondente aumento dello stipendio netto e la contestuale rinuncia a tale quota ai fini del montante contributivo per la pensione.
Pagamento del Bonus Maroni 2025: tutte le date
L’INPS ha fornito il calendario delle decorrenze per l’incentivo. Maturando i requisiti di accesso nel 2025, l’accredito del bonus si ottiene dal momento in cui scatterebbe la decorrenza della pensione maturata, che cambia a seconda del momento della domanda e della categoria di lavoratori.
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Per i dipendenti privati e i lavoratori autonomi la decorrenza non può essere anteriore
- al 2 agosto 2025 (se il trattamento pensionistico è liquidato a carico della Gestione esclusiva dell’AGO),
- al 1° settembre 2025 (se la pensione viene liquidata da una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO).
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Per i dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni la decorrenza della pensione non può essere anteriore
- al 2 ottobre 2025 (con pensione a carico della Gestione esclusiva dell’AGO),
- al 1° novembre 2025 (con trattamento pensionistico a carico di una Gestione diversa da quella esclusiva dell’AGO).
Come precisa l’INPS, l’incentivo viene meno nel momento in cui il lavoratore revoca la facoltà di rinuncia ai contributi destinati al montante per la pensione, oppure consegue una pensione diretta o raggiunge l’età per la pensione di vecchiaia.