Nel calendario delle scadenze di luglio c’è anche l’appuntamento per i versamenti previdenziali del lavoro domestico: colf e badanti vanno messi in regola entro il 10 luglio e, per la prima volta, per le famiglie che devono procedere con l’adempimento c’è a disposizione una video-guida INPS che avvisa in anticipo chi ha lasciato scoperto un trimestre. Una spinta in più in un anno che, per i datori con meno di 76 anni, ha cancellato l’avviso cartaceo recapitato a casa.
In sintesi:
- il versamento riguarda le ore lavorate nel secondo trimestre 2026, da aprile a giugno;
- i contributi si pagano in quattro rate l’anno, entro il giorno 10 del mese successivo a ogni trimestre;
- gli importi 2026 seguono la Circolare INPS n. 9 del 3 febbraio 2026, con rivalutazione ISTAT dell’1,4%;
- la video-guida personalizzata è stata introdotta dal Messaggio INPS n. 2247 del 3 luglio 2026, nel progetto PNRR n. 77.
- Scadenza 10 luglio e calendario versamenti 2026 per colf e badanti
- Pagamento digitale e addio al bollettino cartaceo
- La video-guida INPS che segnala i trimestri non pagati
- Quanto si versa in un trimestre con un esempio di calcolo
- Sanzioni civili per il versamento in ritardo
- Le altre novità del lavoro domestico nel 2026
Scadenza 10 luglio e calendario versamenti 2026 per colf e badanti
I contributi del secondo trimestre 2026 vanno versati entro il 10 luglio e coprono le ore lavorate da colf, badanti e baby-sitter tra aprile e giugno. Il lavoro domestico segue una cadenza trimestrale: quattro appuntamenti l’anno, ciascuno entro i primi dieci giorni del trimestre successivo, con slittamento al primo giorno lavorativo utile se il 10 cade di sabato, domenica o festivo.
| Trimestre | Scadenza |
|---|---|
| I trimestre (gennaio-marzo 2026) | 10 aprile 2026 |
| II trimestre (aprile-giugno 2026) | 10 luglio 2026 |
| III trimestre (luglio-settembre 2026) | 10 ottobre 2026 |
| IV trimestre (ottobre-dicembre 2026) | 10 gennaio 2027 |
Le ricevute dei versamenti vanno conservate, anche perché i contributi versati per il lavoro domestico sono deducibili dal reddito del datore entro il limite annuo previsto dalla normativa fiscale.
Pagamento digitale e addio al bollettino cartaceo
Dal Portale dei Pagamenti INPS, sezione Lavoratori Domestici, il datore genera l’avviso PagoPA e versa online con carta o conto, oppure paga presso banche, uffici postali e punti convenzionati mostrando codice avviso o QR code. La lettera cartacea con i moduli non arriva più ai datori con meno di 76 anni: la ricevono, solo per il 2026, i datori con almeno 76 anni.
I canali disponibili sono diversi:
- Portale dei Pagamenti sul sito INPS, sezione “Lavoratori Domestici”, con avviso PagoPA o pagamento diretto con carta di debito o credito;
- sportelli di banche, uffici postali e punti vendita convenzionati PagoPA, mostrando il codice avviso o il QR code;
- app INPS Mobile e IO, per gestire avviso e pagamento da smartphone.
Avviso pagoPA sul Portale dei Pagamenti
Dal Portale dei Pagamenti (sezione “Lavoratori Domestici”) il datore di lavoro può gestire il versamento in più modi:
- scaricare l’avviso pagoPA inserendo codice fiscale e codice del rapporto di lavoro, oppure accedendo con SPID, CIE, CNS o eIDAS;
- pagare direttamente online con carta, conto corrente o altri strumenti disponibili sulla piattaforma;
- stampare l’avviso e versare presso un prestatore di servizi di pagamento aderente al circuito pagoPA;
- consultare e ristampare le ricevute dei versamenti già eseguiti;
- utilizzare anche l’app INPS Mobile oppure l’app IO.
Resta attivo anche il supporto del Contact Center, che accompagna gli utenti nel passaggio al digitale. Nelle telefonate informative non vengono richiesti credenziali personali, dati bancari o pagamenti.
La video-guida INPS che segnala i trimestri non pagati
La video-guida INPS è un servizio personalizzato che mostra a ogni datore i trimestri lasciati scoperti dal primo trimestre 2026 e i link diretti per pagare. È stata introdotta dal Messaggio INPS n. 2247 del 3 luglio 2026, nell’ambito del progetto PNRR n. 77, e viene resa disponibile circa un mese prima della scadenza del trimestre successivo.
Il servizio nasce per i datori under 76, che da quest’anno non ricevono più a casa gli avvisi PagoPA. La guida arriva nel Centro notifiche dell’area riservata MyINPS, accessibile con SPID, CIE o CNS, ed è notificata anche sulle app INPS Mobile e IO; da lì porta direttamente al Portale dei Pagamenti, al Cassetto previdenziale e all’estratto conto del rapporto di lavoro.
Quanto si versa in un trimestre con un esempio di calcolo
L’importo dovuto è una cifra fissa per ogni ora retribuita e cambia con la fascia di retribuzione, le ore settimanali e il tipo di rapporto. Il contributo orario dipende dalle tabelle INPS per i lavoratori domestici e dalle retribuzioni aggiornate di colf e badanti: per una colf non convivente a tempo indeterminato, entro la prima fascia, vale 1,70 euro l’ora comprensivo della quota CUAF.
Con venti ore a settimana, in un trimestre si contano circa 260 ore: il versamento si aggira quindi sui 442 euro, di cui una parte è la quota trattenuta in busta alla lavoratrice. Le ore si calcolano per settimana INPS, dalla domenica al sabato, e comprendono ferie e festività retribuite; oltre le 24 ore settimanali si applica una fascia fissa ridotta, svincolata dalla paga oraria. L’importo esatto del proprio trimestre è già pre-calcolato nel Cassetto previdenziale del datore di lavoro domestico, dove compaiono anche gli eventuali trimestri scoperti.
Sanzioni civili per il versamento in ritardo
Chi non versa entro il 10 luglio incorre nelle sanzioni civili che l’INPS applica per omesso o ritardato pagamento, calcolate in base ai giorni di ritardo. La video-guida serve proprio a intercettare le posizioni scoperte prima che le sanzioni maturino, mentre dal Portale dei Pagamenti si versano gli arretrati e dal Cassetto previdenziale si verifica che ogni trimestre risulti registrato.
Le altre novità del lavoro domestico nel 2026
Il versamento di luglio si inserisce in una stagione di cambiamenti più ampia, aperta dal rinnovo del CCNL del lavoro domestico, in vigore dal 1° novembre 2025, che ha ridisegnato il costo del lavoro con aumenti distribuiti nel triennio e nuove tutele su genitorialità, disabilità e formazione. Sul fronte delle tutele si è aperto anche il confronto sulla NASpI per colf e badanti dopo le dimissioni in maternità: segno che il 2026 aggiorna gli importi da pagare e insieme i diritti collegati al lavoro domestico.