Supplemento di pensione, si calcola solo sui nuovi contributi versati

Risposta di Barbara Weisz

6 Luglio 2026 07:07

Giancarlo chiede:

Sono titolare di pensione da collaboratore co.co.co., già riliquidata un paio di volte ogni cinque anni. Ora smetto di lavorare e voglio chiedere il ricalcolo dell’assegno includendo gli ultimi quattro anni di contributi. L’importo mensile verrà integrato con la quota liquidata sui soli quattro anni di nuovi versamenti, oppure ricalcolato sull’intero montante aggiornato al 31/12/2026? E il coefficiente di trasformazione si applica a tutto il montante o solo ai nuovi contributi?

La riliquidazione a cui fa riferimento è il supplemento di pensione, che valorizza soltanto i contributi versati dopo la decorrenza dell’assegno. L’INPS non riconsidera l’intero montante che ha già generato la pensione: i suoi quattro anni di collaborazione coordinata e continuativa formano un montante autonomo, moltiplicato per il coefficiente di trasformazione legato alla sua età al momento della domanda. Il coefficiente di trasformazione agisce quindi solo su questo nuovo montante, non sull’intero capitale già convertito in rendita, che non viene aggiornato al 31 dicembre 2026 né sommato ai nuovi versamenti.

Il supplemento valorizza solo il nuovo montante contributivo

Il supplemento di pensione si calcola esclusivamente sul montante dei contributi versati dopo la pensione, o dopo l’ultimo supplemento già liquidato, senza toccare la quota che percepisce. Per le anzianità maturate dal 1° gennaio 2012 il calcolo segue il metodo contributivo: i nuovi versamenti vengono rivalutati anno per anno fino alla domanda e poi trasformati in rendita con il coefficiente di trasformazione corrispondente alla sua età. Le eventuali anzianità anteriori al 2012 seguono invece il sistema con cui è stata liquidata la pensione.

L’incremento dipende quindi soltanto dall’importo dei nuovi contributi e dal coefficiente applicato: più avanzata è l’età alla domanda, più alto è il coefficiente e maggiore la quota aggiuntiva. Per stimare come il montante si traduce in assegno può usare il Calcolo Pensione, che applica montante e coefficienti con la stessa logica del supplemento.

Il montante già liquidato non si rivaluta con il supplemento

La quota di pensione che riceve non viene ricalcolata: la rivalutazione del montante al 31 dicembre riguarda chi sta ancora accumulando contributi, non il capitale già convertito in rendita. Sull’assegno in pagamento agisce semmai la perequazione annuale all’inflazione, un meccanismo distinto e indipendente dal supplemento. Per questo la sua domanda produce un’integrazione costruita solo sui quattro anni nuovi, non un ricalcolo dell’intero trattamento.

La domanda di supplemento si presenta ogni cinque anni

Il supplemento si può chiedere trascorsi cinque anni dalla decorrenza della pensione o dall’ultimo supplemento; una sola volta è ammessa la domanda dopo due anni, se ha già maturato l’età per la pensione di vecchiaia. Attendere il prossimo anno, come intende fare, è coerente con l’intervallo quinquennale rispetto al supplemento precedente. Il riferimento normativo è l’articolo 7 della legge n. 155/1981, mentre le modalità di calcolo sono descritte dall’INPS nella scheda del servizio dedicato.

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