Familiari a carico: ripristinate le detrazioni IRPEF per parenti e affini

di Teresa Barone

25 Novembre 2025 08:59

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Il Governo fa marcia indietro e ripristina le detrazioni IRPEF del 19% coinvolgendo anche i parenti e gli affini fiscalmente a carico.

Il Governo ripristina in parte le detrazioni sulle spese sostenute per tutti i familiari a carico, compresi genitori, fratelli e sorelle, nonni e suoceri ma anche generi e nuore mentre non sono compresi gli ex coniugi (e non più soltanto figli e genitori conviventi). Questa novità è contenuta nel decreto legislativo IRPEF-IRES approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri del 20 novembre.

Le disposizioni ivi contenute sono applicabili dall’anno d’imposta in corso. Significa che le novità introdotte si possono applicare già dal 2025 portando in detrazione le spese già nella prossima dichiarazione dei redditi.

Decreto Correttivo IRPEF: spese familiari detraibili nel 730

Il provvedimento non reintroduce le agevolazioni previste in busta paga o nel trattamento pensionistico ma consente almeno la detrazione del 19% sulle spese per i familiari fiscalmente a carico, comprese le categorie escluse dalla Legge di Bilancio 2025; la Manovra dello scorso anno, infatti, aveva mantenuto le detrazioni solo per il coniuge non separato, per i genitori conviventi e per i figli fino a 30 anni (senza limiti di età se disabili).

Nello specifico, il Decreto Correttivo IRPEF-IRES, all’articolo 1, modifica nuovamente la disciplina sulle detrazioni per carichi di famiglia di cui all’art. 12 del TUIR (DPR 917/1986) che era stata rimodulata dalla Legge n. 111/2023.

Carichi di famiglia: detrazione vs. spese detraibili

Nel dlgs, se da un lato non c’è marcia indietro sulla detrazione spettante nel cedolino pensione o nel rateo dello stipendio, dall’altro si torna indietro sulle spese sostenute in favore dei familiari conviventi fiscalmente a carico, ossia i soggetti di cui all’articolo 433 del Codice Civile che vivono con il contribuente o che percepiscono assegni di mantenimento )(tranne gli ex-coniugi).

Vanno considerati a carico con spese detraibili, anche se non godono di detrazione specifica per carichi di famiglia, anche i figli con meno di 21 anni (che rientrano nella sfera di applicazione dell’Assegno Unico) e quelli di età superiore a 30 anni; stesso discorso per fratelli e sorelle conviventi (detrazioni abolite dalla Legge n. 207/2024).

Per poter essere considerati fiscalmente a carico, lo ricordiamo, è necessario considerare il limite di reddito di 2.840,51 euro all’anno, cifra che sale fino a 4mila euro per i figli fino ai 24 anni di età.