Assegno Unico: le risposte ai dubbi più frequenti

di Redazione PMI.it

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FAQ Assegno unico: risposte alle domande più frequenti sul nuovo sostegno alla genitorialità che da quest'anno sostituisce le altre misure per famiglie.

L’Assegno unico e universale per i figli a carico (AUUF o AU) è una delle novità fiscali più rilevanti di questo 2022, ecco perché in merito vi sono ancora molti dubbi. Si tratta del sussidio che da marzo 2022 sostituisce quasi tutte le altre misure per la famiglia e spetta a tutti coloro che hanno figli minorenni (a partire dal settimo mese di gravidanza), disabili a carico o maggiorenni fino ai 21 anni a determinate condizioni; in tutti i casi indipendentemente dall’ISEE, ossia dalla propria situazione economica. L’importo spettante, tuttavia, varia in base al reddito percepito, attestato dall’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE).

Vediamo di rispondere alle domande più frequenti che i lettori di PMI.it hanno posto alla nostra Redazione in merito all’Assegno unico.

Cosa sostituisce l’Assegno Unico 2022?

A partire dal 2022, l’Assegno unico sostituisce la maggior parte delle altre agevolazioni per la genitorialità, come il bonus alla nascita (Bonus mamma domani), l’assegno di natalità (Bonus bebè) e in larga parte il nucleo familiare (ANF), nonché le detrazioni in busta paga per figli under 21 a carico.

 Quali misure assorbe l’Assegno unico?

Tra le misure per la famiglia che restano in essere, nonostante l’introduzione dell’Assegno unico, ci sono: il Bonus Asilo Nido, la maternità comunale, le detrazioni per carichi di famiglia non rientranti nella sfera di competenza dell’Assegno unico, AF e ANF per soggetti diversi dai figli.

Cosa cambia con l’Assegno unico per gli Assegni familiari?

Gli Assegni al nucleo familiare (ANF) vengono sostituiti ora dall’Assegno unico (AU) per i figli.

Le ultime istruzioni in merito sono arrivate in questi giorni da parte dell’INPS con la Circolare n° 34 del 28-02-2022. Entrambe le misure riguardano famiglie con figli a carico, la principale differenza tra i due sussidi è che l’AU è unico, perché include anche le altre misure per famiglie, è universale, perché corrisposto a tutti a prescindere dal reddito e viene erogato dall’INPS al richiedente tramite bonifico su conto corrente bancario o postale, in base ai dati indicati sulla domanda.

L’ANF veniva pagato dal datore di lavoro, per conto dell’INPS direttamente in busta paga, e la sua fruizione era vincolata a determinati limiti di reddito stabiliti dalla legge di anno in anno, nonché a determinate categorie di lavoratori, titolari delle pensioni e prestazioni previdenziali da lavoro dipendente e lavoratori con assicurazione contro la tubercolosi.

Quelle che non saranno più riconosciute da marzo 2022, dunque, sono le prestazioni di Assegno per il nucleo familiare (ANF) e di Assegni familiari (AF) riferite ai nuclei familiari per i quali subentra la tutela dell’Assegno unico. Continueranno, invece, ad essere riconosciute le prestazioni riferite a nuclei familiari composti unicamente dai coniugi, (con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato) e altri soggetti a carico (fratelli, sorelle e nipoti di età inferiore a diciotto anni compiuti o senza limiti di età se a causa di infermità o difetto fisico o mentale sono nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti.

=> ANF e Assegno Unico: cosa cambia dal 2022

Serve l’ISEE serve per l’Assegno Unico?

Molti ci chiedono quale ISEE serva per l’Assegno unico 2022 e se la sua presentazione sia obbligatoria. Partiamo subito da questo secondo punto.

No, la presentazione dell’ISEE non è obbligatoria ai fini della richiesta e del riconoscimento dell’Assegno unico. Tuttavia chi non lo presenta ottiene l’importo minimo previsto, come se avesse presentato un ISEE maggiore di 40mila euro. Quindi presentare l’ISEE si rende necessario per ottenere un Assegno unico di importo maggiore, se spettante.

Quale ISEE presentare per l’Assegno Unico?

Dipende da come è composto il nucleo familiare del richiedente l’AU, intesa come famiglia anagrafica che risulta dallo stato di famiglia in Comune:

  • in presenza di figli minorenni bisogna presentare l’ISEE minorenni (articolo 7 del Dpcm 159/2013);
  • in caso di presenza nel nucleo familiare di soli figli maggiorenni può essere presentato l’ISEE ordinario (articoli da 2 a 5 del Dpcm 159/2013);
  • in caso di variazioni di reddito rilevanti nel corso dell’anno, tale da modificare il calcolo dell’Assegno unico andrà presentato l’ISEE corrente si può presentare da aprile di ogni anno e ha una validità di 6 mesi.

=> Assegno unico figli: quale ISEE presentare per il sussidio

Di quanto è l’Assegno Unico?

Uno dei dubbi più frequenti riguarda l’ammontare dell’Assegno unico: l’importo dell’AU varia base all’ISEE.

In generale vale 175 euro mensili per ciascun figlio minorenne e 85 euro per figli di 18-21 anni sotto i 15mila euro per poi scendere fino a 50 euro mensili per gli ISEE superiori a 40mila euro in caso di figli minorenni e 25 euro per i maggiorenni under 21.

Questi importi vengono maggiorati per situazioni particolari:

  •  85 euro per ciascun figlio dopo il secondo fino a 15mila euro di ISEE, poi a scalare fino a 15 euro per ISEE oltre 40mila euro;
  •  105 euro per ciascun figlio minore disabile non autosufficiente, indipendentemente dall’ISEE;
  •  95 euro per ciascun figlio minore disabile grave, indipendentemente dall’ISEE;
  •  85 euro per ciascun figlio minore disabile medio, indipendentemente dall’ISEE;
  •  50 euro per ciascun figlio maggiorenne under 21 disabile, indipendentemente dall’ISEE;
  •  85 euro per ciascun figlio over 21 disabile fino a 15mila euro, poi a scalare fino a 25 euro per ISEE oltre 40mila euro;
  • forfait di 100 euro per famiglie di almeno 4 figli;
  •  20 euro per ciascun figlio indipendentemente dall’ISEE in caso di madre di età inferiore ai 21 anni;
  •  30 euro per figlio minorenne per ISEE 15mila euro a scalare fino a zero oltre 40mila euro di ISEE, in caso di genitori entrambi lavoratori.

=> Calcolo importo Assegno Unico

Quando viene pagato l’Assegno unico?

Il nuovo Assegno unico universale per figli inizia ad essere erogato a partire dal 15 marzo 2022 a chi ha inviato correttamente la domanda entro febbraio. Arriva poi ogni mese entro l’ultima decade. L’accredito arriva sull’IBAN indicato entro fine mese.

Tuttavia, per questo primo anno di applicazione, a chi presenterà domanda di AUUF entro giugno, verranno erogate anche le mensilità arretrate spettanti da marzo. Per le domande presentate dopo il 30 giugno, invece l’assegno spetterà dal mese successivo a quello di presentazione della domanda, senza conguaglio di arretrati.

Come fare domanda per Assegno unico?

La domanda di Assegno unico si presenta all’INPS per via telematica, autenticandosi tramite SPID o altre credenziali alternative per entrare nel portale. Entrambi i genitori hanno facoltà di contribuire al completamento della domanda: uno in qualità di richiedente e l’altro per eventuale modifica delle scelte effettuate in prima istanza sulla ripartizione dell’Assegno unico per i figli a carico (messaggio INPS 31 dicembre 2021, n. 4748).

In particolare la domanda può essere presentata attraverso i seguenti canali:

  •  portale INPS, dalla home page del sito www.inps.it, con SPID almeno di secondo livello 2 o Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  •  Contact Center Integrato, al numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164.164 (da rete mobile a pagamento);
  •  Istituti di Patronato, che utilizzano i propri servizi telematici.

=> Come richiedere l'assegno Unico: la domanda dei genitori all'INPS

Quali documenti servono per Assegno unico?

La compilazione della domanda è molto semplice e non richiede di allegare alcuna documentazione. Anche qualora si presenti l’ISEE non è necessario allegarlo alla domanda perché verrà verificato automaticamente dall’INPS.

Le informazioni da inserire nella domanda di Assegno unico riguardano quindi unicamente i dati anagrafici e fiscali, delle auto-dichiarazioni e le coordinate bancarie per l’accredito o il bonifico domiciliato. In qualsiasi momento è possibile rientrare nella domanda e apportare correzioni o modifiche.

Qualora si scelta la fruizione dell’Assegno unico al 100% da parte di un genitore, dichiarando di essere d’accordo con l’altro genitore, quest’ultimo non dovrà confermare tale impostazione, ma avrà sempre la facoltà di apportare una modifica successiva per scegliere di dividere l’AU al 50%, accedendo con le proprie credenziali alla procedura e inserendo i suoi dati per il pagamento (IBAN, bonifico domiciliato ecc.).

Attenzione alla correttezza dell’IBAN indicato (vai al servizio di verifica IBAN), che deve essere intestato o co-intestato al richiedente, anche se figlio maggiorenne e deve rientrare in un circuito SEPA (conto corrente bancario/postale, carta di credito o di debito, libretto di risparmio).