Devo rinnovare l’ISEE compilando la DSU. Volevo sapere a quale anno d’imposta si fa riferimento per calcolare l’Indicatore in relazione ai redditi del nucleo familiare.
Per il calcolo dell’ISEE Ordinario il riferimento per il reddito è sempre il secondo anno di imposta precedente rispetto a quello di presentazione della DSU.
Per l’ISEE 2026, quindi, i redditi da indicare sono quelli percepiti nel 2024, ricavabili dalla Certificazione Unica 2025 o dai modelli dichiarativi presentati nel 2025. La stessa regola vale per il patrimonio: saldo e giacenza media dei conti correnti, immobili e investimenti si dichiarano con riferimento al 31 dicembre 2024.
Nel 2026 il patrimonio mobiliare da dichiarare si è ampliato: la Legge di Bilancio 2026 ha introdotto l’obbligo di includere nella DSU le giacenze in valuta su conti esteri, le criptovalute detenute su wallet o piattaforme di exchange e le rimesse di denaro verso l’estero, da valorizzare con la stessa logica dei conti correnti (valore più alto tra saldo al 31 dicembre 2024 e giacenza media annua).
Per chi ha già presentato la DSU prima del 3 marzo 2026, l’INPS ricalcola automaticamente con il nuovo modello DSU 2026 approvato con decreto ministeriale n. 3/2026: non è necessario ripresentare la dichiarazione.
I titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali e i libretti di risparmio postali vanno sempre dichiarati, ma sono esclusi dal calcolo fino a 50.000 euro per nucleo: nella DSU precompilata l’esclusione è automatica, in quella autodichiarata deve essere applicata manualmente.
Dal 1° aprile si apre la finestra più importante per chi vuole aggiornare l’indicatore: quella che consente di richiedere l’ISEE Corrente anche per variazioni patrimoniali superiori al 20% rispetto all’ISEE Ordinario.
Nell’ambito della nuova modulistica ISEE 2026, l’ISEE Corrente resta lo strumento tradizionale che serve ad aggiornare il calcolo sui patrimoni posseduti al 31 dicembre dell’anno precedente alla richiesta — quindi, per un ISEE corrente presentato dopo il 1° aprile 2026, si guarda al 31 dicembre 2025 invece che al 31 dicembre 2024 dell’ordinario. È lo strumento utile per chi ha subito perdite rilevanti su immobili, conti o investimenti nel corso del 2025.
Le finestre temporali sono due:
- dal 1° gennaio al 31 marzo l’ISEE Corrente si può richiedere per variazioni reddituali (validità sei mesi);
- dal 1° aprile al 31 dicembre anche per variazioni patrimoniali superiori al 20% (valido fino al 31 dicembre).
Una novità strutturale del 2026 riguarda chi accede a specifiche prestazioni INPS: per Assegno di Inclusione, Supporto Formazione Lavoro, Assegno Unico, Bonus asilo nido e Bonus nuovi nati si applica l’ISEE di inclusione, un calcolo dedicato e più favorevole rispetto all’ordinario. Le differenze principali sono due: la franchigia sull’abitazione principale sale a 91.500 euro (fino a 120.000 euro per chi risiede nei comuni capoluogo di città metropolitana) e la scala di equivalenza prevede maggiorazioni più alte per i nuclei con figli.
Se la DSU presentata produce un ISEE Ordinario che non consente l’accesso alla prestazione richiesta, l’INPS sospende la ricalcola automaticamente con il parametro di inclusione, senza necessità di ulteriori adempimenti.
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Chiedi all'espertoRisposta di Anna Fabi