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Come dichiarare immobili e affitti nel Quadro B del 730/2026

di Teresa Barone

22 Maggio 2026 12:07

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Nel Quadro B del 730/2026 vanno indicati immobili e affitti: tutte le istruzioni e i codici per fabbricati, canoni, cedolare secca e CIN su locazioni brevi.

Nel modello 730/2026, i proprietari, gli usufruttuari e i titolari di altri diritti reali su immobili devono compilare il Quadro B per dichiarare i redditi dei fabbricati relativi al 2025. Il prospetto riguarda abitazioni principali, seconde case, pertinenze, immobili concessi in locazione, comodati, canoni soggetti a cedolare secca e, per le locazioni brevi o turistiche, anche il nuovo spazio dedicato al Codice CIN.

Chi deve compilare il Quadro B del Modello 730

Il quadro B del 730/2026 deve essere compilato da chi possiede fabbricati iscritti o iscrivibili in Catasto, da chi ha usufrutto o altro diritto reale su un immobile, dal coniuge superstite con diritto di abitazione e dai soci di società semplici che producono redditi da fabbricati.

Il nudo proprietario, invece, non dichiara l’immobile se il reddito fondiario spetta al titolare del diritto reale. I dati indicati nel quadro B incidono sul calcolo dei redditi da fabbricati, sulle eventuali imposte sostitutive da cedolare secca 2026 e sui controlli collegati alle locazioni.

Le sezioni del Quadro B nel 730/2026

Il quadro B del 730 precompilato 2026 è articolato in tre aree. La sezione I, composta dai righi da B1 a B5, accoglie i redditi dei fabbricati e i dati principali di ciascun immobile. La sezione II, rigo B11, riguarda i dati relativi ai contratti di locazione nei casi previsti dalle istruzioni. La sezione III, rigo B12, è dedicata al Codice Identificativo Nazionale per gli immobili destinati a locazioni brevi, locazioni turistiche e strutture turistico-ricettive.

Nel modello vanno indicati, per ciascun immobile, la rendita catastale, il codice di utilizzo, i giorni e la percentuale di possesso, l’eventuale canone, il codice comune, l’opzione per la cedolare secca, i casi particolari IMU e gli altri dati richiesti.

Rendita, giorni e quota di possesso

La colonna 1 accoglie la rendita catastale dell’immobile, senza la rivalutazione del 5%, che viene calcolata da chi presta l’assistenza fiscale o dal sistema. Per gli immobili di interesse storico o artistico va indicata la rendita catastale ridotta del 50%.

Le colonne 3 e 4 servono a indicare giorni e percentuale di possesso. Se l’immobile è stato posseduto per tutto il 2025, i giorni sono 365. In caso di acquisto, vendita, successione o variazione della quota durante l’anno, si riportano solo i giorni e la percentuale effettivamente riferibili al contribuente.

Codici per abitazione principale, seconda casa e affitti

La colonna 2 identifica l’utilizzo dell’immobile. Il codice va scelto in base alla situazione reale del fabbricato nel 2025, distinguendo abitazione principale, immobile a disposizione, locazione, comodato, pertinenza e casi particolari. I codici di utilizzo più ricorrenti sono:

  • il codice 1 indica l’immobile utilizzato come abitazione principale;
  • il codice 2 riguarda l’immobile a uso abitativo tenuto a disposizione oppure dato in uso gratuito;
  • il codice 3 identifica l’immobile locato in regime di libero mercato;
  • il codice 4 riguarda l’immobile locato in regime legale di determinazione del canone;
  • il codice 5 indica la pertinenza dell’abitazione principale, come box, cantina o soffitta;
  • il codice 8 riguarda l’immobile situato in un Comune ad alta densità abitativa e concesso in locazione a canone concordato;
  • il codice 9 si usa per gli immobili che non rientrano negli altri codici previsti dalle istruzioni;
  • il codice 10 indica l’abitazione o la pertinenza concessa in uso gratuito a un familiare che vi dimora abitualmente;
  • il codice 11 riguarda l’immobile in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione a canone libero;
  • il codice 12 riguarda l’immobile in parte utilizzato come abitazione principale e in parte concesso in locazione a canone concordato nei casi previsti;
  • il codice 14 riguarda l’immobile situato in Abruzzo e dato in locazione a residenti nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009;
  • il codice 15 riguarda l’immobile situato in Abruzzo e dato in comodato a residenti nei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009;
  • il codice 16 indica il reddito dei fabbricati attribuito da società semplice e imponibile ai fini IRPEF;
  • il codice 17 indica il reddito dei fabbricati attribuito da società semplice e non imponibile ai fini IRPEF.

Canone di locazione e cedolare secca

Quando l’immobile è locato, nel Quadro B vanno indicati il codice canone e il canone di locazione, secondo il regime fiscale applicabile. La scelta incide sul calcolo del reddito imponibile e sull’eventuale imposta sostitutiva. La casella della cedolare secca va barrata quando il contribuente ha scelto questo regime per la locazione. Nel 2026 restano rilevanti le aliquote del 21% per i contratti a canone libero, del 10% per i contratti a canone concordato nei Comuni agevolati e le regole specifiche per le locazioni brevi, con aliquota al 21% per il primo immobile e al 26% dal secondo al quarto immobile locato con questa formula.

Contratti di locazione nel rigo B11

La sezione II del quadro B, rigo B11, accoglie i dati dei contratti di locazione nei casi previsti dalle istruzioni, in particolare per gli immobili situati in Abruzzo e dati in locazione a soggetti residenti nei Comuni colpiti dal sisma del 6 aprile 2009, le cui abitazioni siano state distrutte o dichiarate inagibili.

Nel rigo B11 si indicano il rigo della sezione I a cui si riferisce l’immobile, il numero del modello, gli estremi di registrazione del contratto o il codice identificativo del contratto, l’anno di presentazione della dichiarazione ICI/IMU e l’eventuale indicazione dei contratti non superiori a 30 giorni.

Codice CIN per locazioni brevi e turistiche

Il rigo B12 del Quadro B è la novità da controllare per gli immobili destinati a locazioni turistiche, locazioni brevi e strutture turistico-ricettive. In questa sezione va riportato il Codice Identificativo Nazionale assegnato dal Ministero del Turismo.

Nel rigo B12 si indicano il numero del rigo della sezione I in cui sono stati riportati i dati dell’immobile locato, il numero del modello se sono stati compilati più moduli e il Codice CIN. Il dato serve a collegare l’immobile dichiarato nel 730 con la disciplina nazionale sulle locazioni brevi e turistiche.

Casi particolari IMU e redditi dei fabbricati

La colonna 12 consente di gestire i casi particolari IMU. Va utilizzata, ad esempio, per fabbricati diversi dall’abitazione principale esenti dall’IMU ma soggetti a imposte sui redditi, per abitazioni principali e pertinenze su cui è dovuta l’IMU e per immobili abitativi non locati, assoggettati a IMU, situati nello stesso Comune dell’abitazione principale.

Il rapporto tra IMU e IRPEF sui fabbricati richiede attenzione, soprattutto per seconde case non locate, pertinenze, immobili nello stesso Comune dell’abitazione principale e fabbricati con esenzioni specifiche. Un codice errato può modificare il reddito imponibile o produrre controlli sulla dichiarazione.

Errori da evitare nel Quadro B

Gli errori più frequenti riguardano la scelta del codice utilizzo, l’omessa indicazione di pertinenze, la quota di possesso non aggiornata, i giorni calcolati in modo errato in caso di acquisto o vendita, l’uso improprio della cedolare secca e la mancata indicazione del CIN quando richiesto.

Prima dell’invio del 730 è infine consigliabile verificare la coerenza tra visura catastale, contratto di locazione, modello RLI, canoni percepiti, eventuale opzione per la cedolare, dati IMU e informazioni presenti nella dichiarazione precompilata. Il controllo è ancora più utile per immobili in comproprietà, locazioni brevi, comodati familiari e fabbricati utilizzati solo per una parte dell’anno.