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INAIL: mappa dei Contagi Covid sul lavoro

di Redazione PMI.it

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I dati dell’INAIL sui contagi da Covid avvenuti sul luogo di lavoro: territori, ambiti lavorativi e professioni più colpite.

Dall’inizio della pandemia fino al 28 febbraio 2021 i contagi da Covid-19 di origine professionale sono stati complessivamente 156.766, circa un quarto del totale delle denunce di infortunio sul lavoro pervenute a partire da gennaio 2020 all’INAIL. Questa cifra segna un 6% in più rispetto alla fine di gennaio 2021, secondo quanto riportato dal 14esimo report nazionale sui contagi sul lavoro da Covid-19 elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’INAIL.

L’analisi dell’Istituto mostra anche una certa disparità territoriale, che vede Vibo Valentia, Campobasso e Lecco in cima alle province con i maggiori incrementi dei contagi professionali su base mensile. Più in generale, le denunce arrivano per il 44,6% dal Nord-Ovest (prima la Lombardia con il 26,5%), per il 24,3% dal Nord-Est (Veneto 10,7%), per il 14,5% dal Centro (Lazio 6,1%), per il 12,1% dal Sud (Campania 5,5%) e per il 4,5% dalle Isole (Sicilia 3,0%).

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Sempre a livello provinciale, Milano (10,2%), Torino (7,1%), Roma (4,8%), Napoli (3,7%), Brescia (2,7%), Varese e Verona (2,6% per entrambe) e Genova (2,5%) presentano il maggior numero di contagi dall’inizio della pandemia. La maggioranza dei casi mortali, inoltre, riguarda il Nord-Ovest. Altri dati interessanti emersi dal report riguardano, ad esempio, l’età media dei lavoratori contagiati, pari a 46 anni (si sale a 59 anni se si prendono in considerazione i deceduti).

L’INAIL mette anche in evidenza come quasi 7 contagiati su 10 appartengano al settore della sanità e dell’assistenza sociale che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche e policlinici universitari, residenze per anziani e disabili: da questi comparti proviene il 68,4% delle denunce e il 27,1% dei casi mortali. Gli altri settori maggiormente colpiti sono il noleggio e i servizi di supporto alle imprese (vigilanza, pulizia e call center), seguiti dal manifatturiero, dalle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, da trasporto e magazzinaggio. Si prosegue con le altre attività di servizi (pompe funebri, lavanderia, riparazione di computer e di beni alla persona, parrucchieri, centri benessere), le attività professionali, scientifiche e tecniche (consulenti del lavoro, della logistica aziendale, di direzione aziendale) e il commercio all’ingrosso e al dettaglio.

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Al personale sanitario e socio-assistenziale spetta anche il triste record dei decessi causati dal Covid, tuttavia prendendo in esame l’andamento dei contagi per mese le professioni sanitarie mostrano una riduzione dell’incidenza dei casi tra le prime due fasi della pandemia e un incremento nella terza.