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Smart Working semplificato fino al 30 aprile

di Redazione PMI.it

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Smart working senza accordo individuale e procedura semplificata in vigore fino al 30 aprile 2021, per vecchi e nuovi contratti: novità nel Milleproroghe.

Lo smart working semplificato può essere applicato nelle aziende pubbliche e private, dai datori di lavoro, fino al 30 aprile 2021 (e non oltre), così come previsto dalle ultime modifiche al Decreto Milleprogoghe, approvato con fiducia in Senato e da convertire in legge entro il  primo marzo. Dunque è definitivo. Significa che si può continuare ad applicare la modalità di lavoro agile senza accordo individuale e con procedure di comunicazione massive, in deroga a quanto previsto dalla legge n.81/2017.

La modalità semplificata di lavoro agile prevede l’attivazione dello smart working senza depositare gli accordi individuali, assolvendo in via telematica agli obblighi di informativa anche ricorrendo alla documentazione disponibile sul sito INAIL. La procedura è disponibile sul portale Servizi Lavoro del Ministero con accesso tramite SPID.

La modalità semplificata riguarda sia le nuove attivazione sia le prosecuzioni delle prestazioni lavorative.

La precedente proroga fissava la data ultima per questa corsia preferenziale, inaugurata per l’emergenza Coronavirus lo scorso anno, fino al 31 marzo, ma la situazione richiedeva una ulteriore proroga, con i contagi della terza ondata che dilagano ed un vuoto normativo sulla gestione dei vaccini nei contesti di lavoro, che impone prudenza sotto tutti i punti di vista.

Quel che succederà dopo il 30 aprile non è chiarissimo. Lo smart working agevolato – anche per situazioni particolati sempre legate al Covid (condizioni di fragilità, figli in DAD ecc.) – è oggetto di una serie di normative differenti, alcune prorogate ed altre no, alcune abolite e sostituite altre integrate, che richiederebbero un intervento di armonizzazione, verosimilmente legato alla fine dello stato di emergenza.

In base al Rapporto sul mercato del lavoro 2020, a cura di ISTAT, Ministero del Lavoro, INPS, INAIL e ANPAL, il ricorso allo smart working ha riguardato il 47% delle aziende nei mesi di lockdown (marzo e aprile), riducendosi al 30% da maggio in avanti. Un mutamento di scenario (prima della pandemia era il 5%) che impone riflessioni normative (nonchè organizzative) e snellimenti strutturali.