L’assegno di ricollocazione slitta a maggio

di Barbara Weisz

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Parte in ritardo l'assegno di ricollocazione per i disoccupati: il termine del 3 aprile slitta a maggio, i dettagli nella nuova delibera Anpal sul sussidio.

Rinvio di un mese per la partenza dell’assegno di ricollocazione, il sistema sarà operativo in maggio: lo prevede una nuova delibera ANPAL, agenzia nazionale politiche attive per il lavoro, che fa slittare il procedente termine del 3 aprile. Senza fra l’altro fissare una nuova data ma limitandosi a indicare per la decorrenza il mese di maggio 2018. Quindi, dopo la fase di sperimentazione 2017, il sussidio di disoccupazione non entra ancora a regime per problemi di adeguamento del sistema informatico da parte dei patronati.

Ricordiamo che l’assegno di ricollocazione è spendibile dai disoccupati (in NASpI da almeno quattro mesi, oppure destinatari del ReI) per ottenere un servizio di assistenza con l’obiettivo di reinserirsi nel mondo del lavoro (tutoring, formazione, ricerca occupazione), attraverso un “patto di servizio” con un centro per l’impiego.

La dotazione finanziaria dell’assegno può variare da mille a 5mila euro, in base al profilo di occupabilità. Il centro per l’impiego lo incassa solo nel caso in cui il percorso si concluda con un’assunzione a tempo indeterminato o determinato con un contratto di almeno sei mesi. Sperimentato nel 2017, deve ora partire definitivamente nel 2018.

La delibera Anpal 3/2018, che fissava la partenza lo scorso 3 aprile, è stata annullata. Il punto è che bisogna adeguare i sistemi e questa operazione richiede tempi più lunghi del previsto. Al momento le convenzioni già operative riguardano: ACLI, ANMIL, ACAI, ENAPA, ENASCO, ENCAL-INPAL, EPAS, ENAC, EPACA, EPASA – ITACO, INCA, IALUIL, LABOR.

Bisogna dunque attendere ancora per sapere quale sarà la data precisa in cui partirà la misura.

Entro il prossimo mese di ottobre verrà poi definito un sistema di rating dei soggetti erogatori condiviso con le Regioni.