Good Energy Award: economia circolare sul podio

di Barbara Weisz

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Good Energy Award 2018, imprese eccellenti dell'economia circolare: rinnovabili, riuso e riciclo nei settori agrifood, edilizia, manufacturing e turismo.

I trend di settore a livello internazionale sono la produzione continua di energia rinnovabile, la riduzione dell’impatto ambientale dei consumi middle class dei paesi emergenti, la crescita (non adeguatamente regolamentata) della megalopoli nel mondo (in primis in Asia), il potenziamento delle rinnovabili rispetto ai combustibili fossili soprattutto nei paesi emergenti, dove è più forte il richiamo della convenienza economica che ancora caratterizza i combustibili fossili.

Il quadro è stato disegnato da Stefano Salvadeo, co-managing partner e head of advisory services di Bernoni Grant Thornton, in occasione della premiazione di Good Energy Award 2018, che ha testimoniato il cambiamento in atto e da cui è emerso come l’economia circolare spicchi tra le leve per l’innovazione dalle imprese.

In particolare in Italia, ha spiegato Salvadeo:

è stato fatto molto sul fronte delle rinnovabili, non abbastanza invece sulla riduzione dei consumi.

Fra le richieste che arrivano dal settore, dunque spicca quella di incentivi per la riduzione delle emissioni: non solo pubblici ma anche tramite strumenti innovativi come il project financing, per attirare capitali privati.

Fra le proposte:

un sistema premiale di riduzione del carico fiscale a medio-lungo termine, una riduzione dell’iter burocratico necessario per la realizzazione di investimenti per la riduzione dei consumi e l’aumento dell’efficienza energetica.

Economia circolare in Italia

Fra gli esempi di economia circolare proposti dalle aziende vincitrici degli Awards 2018: Oltrecafè, che raccoglie, ricicla e trasforma in pellet i fondi di caffè; Ricehouse, che sviluppa prodotti per la bioedilizia partendo dagli scarti della lavorazione del riso, accompagnando questa attività di riuso industriale a un progetto di sviluppo del territorio che coinvolge gli agricoltori; Alisea, che crea oggetti di design partendo da materiali di riciclo e scarti industriali contando su una tecnologia che consente di risparmiare il 90% di acqua e il 47% di energia nel trattamento di capi e tessuti rispetto alle tinture chimiche tradizionali; Bioelectric Italia che produce energia partendo dai liquami dell’agricoltura.

Un altro filone emergente, che fra l’altro è in linea con la strategia annunciata dal ministero dell’Agricoltura di promuovere attraverso il turismo il Made in Italy enogastronomico, è quello legato al recupero di spazi storici e territori della tradizione, sempre in chiave di sostenibilità ambientale.

Qualche esempio eccellente. Lagriturismo Sant’Egle produce prodotti da orti sinergici e li vende anche in e-commerce (premiato dal WWF come miglior conservatore di biodiversità in Italia). Vigna di Sarah a Vittorio Veneto ha riadattato botti di legno attrezzandole per dormire, Naturalis Bio Resort ha recuperato un borgo contadino del 18esimo secolo rendendolo al 100% ecosostenibile (cibo a km zero, energie rinnovabili, coltivazioni bio).