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Bonus Ricerca: come rimediare agli errori

di Noemi Ricci

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La circolare congiunta MiSE-Agenzia delle Entrate che chiarisce che, in caso di errato utilizzo del Bonus Ricerca&Sviluppo, alle imprese non verrà applicata alcuna sanzione.

Con Circolare n. 10/2018, redatta d’intesa tra Ministero dello Sviluppo Economico e Agenzia delle Entrate, il Fisco fornisce importanti chiarimenti in merito alla determinazione del credito di imposta per le attività di Ricerca e Sviluppo, in presenza di problematiche applicative in presenza di operazioni straordinarie, come trasformazioni, fusioni, scissioni, conferimenti e così via.

Si tratta dei casi in cui le imprese possono aver adottato comportamenti difformi, determinando il beneficio per i periodi d’imposta 2015, 2016 e 2017 in misura maggiore o minore rispetto a quella spettante. In entrambi casi il chiarimento importante è che alle imprese non verranno applicate sanzioni.

Credito d’imposta R&S maggiore del dovuto

In caso di utilizzo di maggior credito, le imprese potranno regolarizzare la propria posizione secondo le ordinarie regole senza applicazione di sanzioni, in considerazione della sussistenza di condizioni di obiettiva incertezza. In particolare andrà presentata una dichiarazione integrativa e, nel caso in cui il credito di imposta maggiore sia già stato utilizzato in compensazione, procedere al versamento dell’importo indebitamente utilizzato insieme ai relativi interessi.

Credito d’imposta R&S minore del dovuto

Al contrario, in caso di utilizzo di minor credito spettante le imprese dovranno presentare apposita dichiarazione integrativa a favore, così da rettificare l’importo del credito indicato nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta 2015 e 2016.