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Bando tipo incentivi imprese, premi a rating di legalità e parità di genere

di Redazione PMI.it

23 Luglio 2026 12:11

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Il decreto MIMIT del 18 giugno 2026 fissa lo schema che le amministrazioni devono seguire nei bandi e apre ai punteggi premiali per le imprese virtuose

Il modello unico dei bandi per gli incentivi alle imprese ha finalmente un testo ufficiale. Il decreto del ministero delle Imprese e del Made in Italy del 18 giugno 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 164 del 17 luglio 2026, approva il bando tipo previsto dall’articolo 6 del Codice degli incentivi e vincola le amministrazioni che erogano agevolazioni al sistema produttivo a una struttura comune. Con una conseguenza che tocca da vicino le aziende: rating di legalità, certificazione della parità di genere e occupazione femminile e giovanile diventano elementi che possono valere risorse riservate, contributi più alti o punteggio aggiuntivo in graduatoria.

In sintesi

  • il bando tipo attua l’articolo 6 del D.Lgs. 27 novembre 2025, n. 184, che imponeva al MIMIT di definirlo entro centottanta giorni dall’entrata in vigore del Codice;
  • lo schema è escluso per gli incentivi contributivi e per gli incentivi fiscali a erogazione automatica;
  • le amministrazioni possono derogare alle sole disposizioni dello schema incompatibili con le caratteristiche e le finalità della singola agevolazione;
  • i bandi potranno prevedere riserve di risorse per le PMI e, nei casi ammessi, per gli investimenti nelle regioni del Mezzogiorno.

Quando si applica il bando tipo e quando è escluso

Il bando tipo vale per tutte le agevolazioni al sistema produttivo attivate con bando, con due esclusioni espresse: gli incentivi contributivi, che continuano a seguire la disciplina di settore, e gli incentivi fiscali a erogazione automatica. È la stessa perimetrazione fissata dall’articolo 6 del Codice, che fa salvi anche i decreti attuativi già adottati sulla base della legge istitutiva di ciascun incentivo.

Sul fronte fiscale la regola è più sottile. Il bando tipo rileva soltanto quando l’ammissione all’agevolazione è subordinata a un’istruttoria valutativa di carattere tecnico, economico e finanziario sui requisiti del proponente o dell’iniziativa per la quale il beneficio è richiesto. Per gli incentivi fruibili in dichiarazione dei redditi, invece, modalità di fruizione, controlli, recuperi e sanzioni per fruizione illegittima continuano a dipendere dalla disciplina propria della misura.

Le sezioni obbligatorie dello schema di bando

Il bando tipo è contenuto nell’allegato al decreto e si apre con un frontespizio che definisce attività e ambito di applicazione: base giuridica del bando, caratteristiche dei destinatari, zone geografiche interessate, applicazione della disciplina europea sugli aiuti di Stato.

Seguono quattordici sezioni obbligatorie, ciascuna con contenuti puntuali che l’amministrazione deve compilare:

  • risorse disponibili e gestione delle attività;
  • soggetti beneficiari, con l’indicazione dei settori ammessi, dell’eventuale riferimento ai codici Ateco e della possibilità di presentare progetti congiunti;
  • operazioni agevolabili e spese ammissibili;
  • agevolazioni concedibili e regime applicabile;
  • procedura di accesso e di erogazione;
  • variazioni, revoche e controlli;
  • monitoraggio, valutazione e ulteriori obblighi del beneficiario;
  • trattamento dei dati personali e disposizioni finali.

Sul versante della spesa lo schema alza l’asticista documentale: i costi devono essere pertinenti al progetto, correttamente contabilizzati e tracciabili, con documentazione capace di dimostrare il legame fra il costo sostenuto e l’operazione finanziata, anche attraverso l’indicazione del CUP nei casi previsti. Le amministrazioni valuteranno inoltre la capacità amministrativa, finanziaria e gestionale dell’impresa, la regolarità contributiva e l’assenza di cause ostative antimafia.

Rating di legalità e parità di genere tra i requisiti premianti

Le amministrazioni possono riconoscere un vantaggio alle imprese in possesso di requisiti qualificanti, sotto forma di quota di risorse riservata, contributo più elevato o punteggio aggiuntivo. Il meccanismo non scatta in automatico in ogni misura: i criteri possono essere esclusi quando risultano incoerenti con la finalità dell’incentivo o con il settore interessato.

Il punto pratico è che nessuno di questi requisiti si improvvisa nelle settimane di apertura di un bando. Ciascuno ha una procedura, una soglia di accesso e un tempo di maturazione propri.

Requisito premiante Cosa serve per averlo
Rating di legalità Domanda gratuita all’AGCM sulla piattaforma WebRating, con firma digitale del legale rappresentante. Servono sede operativa in Italia, fatturato di almeno 2 milioni di euro nell’esercizio chiuso l’anno precedente e iscrizione al Registro delle imprese da almeno due anni. L’Autorità delibera di regola entro sessanta giorni. Per i rating rilasciati dal 16 marzo 2026 la validità è di tre anni.
Certificazione della parità di genere Audit di un organismo di certificazione accreditato Accredia sulla conformità alla prassi UNI/PdR 125:2022, recepita dal decreto della Ministra per le pari opportunità e la famiglia del 29 aprile 2022, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 152 del 1° luglio 2022. Richiede un sistema di gestione già impiantato e misurato su KPI.
Inserimento di persone con disabilità Assunzioni eccedenti la quota d’obbligo prevista dalla legge 12 marzo 1999, n. 68, verificabili sul prospetto informativo trasmesso annualmente.
Occupazione giovanile e femminile Parametri di quantità e qualità dell’occupazione, definiti dal singolo bando sulla base dei dati aziendali.
Natalità e lavoro di cura Iniziative aziendali a sostegno della natalità e delle esigenze di cura, la cui documentazione è rimessa al singolo bando.

La griglia dei requisiti premianti spiega perché il bando tipo non è una novità solo per le amministrazioni. Un’impresa che oggi non ha il rating di legalità e presenta domanda ad agosto lo otterrà, nella migliore delle ipotesi, in autunno inoltrato. Una certificazione UNI/PdR 125:2022 richiede molto di più, perché l’audit arriva a valle di un sistema di gestione già funzionante.

Procedure di accesso oltre l’ordine cronologico

Lo schema chiede alle amministrazioni di calibrare le modalità di accesso sul numero dei potenziali richiedenti e sulle risorse disponibili, limitando il rischio che i fondi si esauriscano in pochi minuti sulla base del solo ordine di arrivo. L’ordine cronologico non sparisce, ma il modello spinge verso procedure che valorizzino la qualità dei progetti.

Dove è prevista una graduatoria, il bando deve indicare punteggi, soglie minime di ammissibilità, maggiorazioni e criteri di preferenza a parità di punteggio: può prevalere il progetto con il punteggio più alto su uno specifico parametro oppure quello che richiede l’agevolazione di importo minore. Per una micro o piccola impresa il cambio di logica è sostanziale, perché sposta l’investimento dalla velocità di connessione alla qualità della documentazione progettuale.

Erogazione, anticipazioni e garanzie sui finanziamenti

Per i finanziamenti agevolati il bando deve specificare durata, tasso di interesse, piano di rimborso ed eventuali garanzie richieste. Per le garanzie su operazioni finanziarie vanno indicati percentuale di copertura, importo massimo garantito, durata, intermediari abilitati e cause di inefficacia o di revoca.

L’erogazione può avvenire in un’unica soluzione oppure per stati di avanzamento, con la possibilità di riconoscere un’anticipazione subordinata alla prestazione delle garanzie richieste. È la voce che incide di più sulla tenuta finanziaria di un progetto agevolato, perché determina quanto capitale circolante l’impresa deve mettere in campo prima di vedere il contributo.

I requisiti premianti prima della pubblicazione del bando

Le amministrazioni dovranno predisporre i bandi su questo modello attraverso gli appositi servizi del sistema Incentivi Italia, secondo modalità che un successivo decreto ministeriale dovrà definire. Nel frattempo lo schema è già leggibile e permette a un’impresa di lavorare sulla propria posizione di partenza senza attendere l’uscita della singola misura.

La logica del bando tipo premia chi arriva preparato. Chi punta a una quota riservata o a un punteggio aggiuntivo deve avviare adesso le procedure di certificazione e di rating, sistemare la regolarità contributiva e mettere in ordine la tracciabilità dei costi. Chi si muove all’apertura dello sportello lo farà con la sola qualità del progetto, senza le maggiorazioni che il modello mette a disposizione delle imprese virtuose.