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Euro digitale, nella sperimentazione anche Poste e banche italiane: clienti esclusi dai test

di Barbara Weisz

15 Luglio 2026 10:46

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Poste, UniCredit, Montepaschi, Isybank, Nexi, Numia, Banca Sella e Satispay distribuiranno i conti beta e gli incassi degli esercenti ma a pagare sarà il personale delle banche centrali

La Banca centrale europea ha scelto i 36 prestatori di servizi di pagamento che sperimenteranno l’euro digitale. Otto sono gruppi italiani: Poste Italiane, UniCredit, Monte dei Paschi, Isybank, Nexi Payments, Numia, Banca Sella e Satispay (la Banca d’Italia ne conta sette perché Satispay ha presentato domanda con la controllata lussemburghese). L’annuncio arriva dopo il via libera alla posizione negoziale del Parlamento UE in merito al Regolamento sull’euro digitale e l’apertura dei negoziati.

In sintesi:

  • i prestatori di servizi di pagamento selezionati dalla BCE per la sperimentazione dell’euro digitale sono 36;
  • ad effettuare scambi e transazioni sarà il personale delle banche centrali insieme a esercenti selezionati;
  • i test partono nella seconda metà del 2027 e durano dodici mesi;
  • la prima emissione è stimata dalla BCE intorno al 2029, subordinata all’adozione del regolamento e alla decisione del Consiglio direttivo.

Pagamenti tra personale bancario ed esercenti selezionati

A usare l’euro digitale durante la fase pilota sarà il personale della BCE e delle banche centrali nazionali, insieme a un numero limitato di esercenti scelti per la sperimentazione. La clientela delle banche partecipanti resta dunque fuori dalla sperimentazione.

I dipendenti dell’Eurosistema potranno aprire un conto in euro digitale beta e pagare da persona a persona, per acquisti online e offline, oppure da persona a impresa, sia al punto vendita fisico sia sull’e-commerce, compresi i pagamenti da telefono e le soluzioni Software Point of Sale. Gli esercenti coinvolti saranno negozi online e attività di uso quotidiano come bar e ristoranti, con criteri che la BCE comunicherà dopo l’estate.

Le banche italiane selezionate dalla BCE

Gli italiani nel progetto pilota dell’euro digitale sono Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, Isybank, Nexi Payments, Numia, Poste Italiane e UniCredit, ai quali si aggiunge Satispay attraverso Satispay Europe. La selezione copre entrambi i lati del sistema dei pagamenti, la distribuzione dei servizi agli utenti e l’accettazione presso gli esercenti, e mette insieme banche commerciali, banche digitali, operatori della monetica e fintech.

Operatore Profilo nel sistema dei pagamenti
Poste Italiane Rete postale e servizi di pagamento retail su scala nazionale
UniCredit Banca commerciale presente anche negli altri mercati dell’area euro
Banca Monte dei Paschi di Siena Banca commerciale con rete di sportelli diffusa
Isybank Banca digitale del gruppo Intesa Sanpaolo
Banca Sella Gruppo bancario con specializzazione nei pagamenti digitali
Nexi Payments Primo operatore italiano della monetica e dell’accettazione POS
Numia Secondo polo nazionale della monetica, partecipato da FSI, Banco BPM e BCC Iccrea
Satispay Europe Istituto con licenza lussemburghese, wallet di pagamento diffuso in Italia

Sette licenze italiane e un gruppo tricolore

La differenza tra i conteggi che circolano dipende dalla giurisdizione della licenza, non dalla nazionalità dell’azionista. La Banca d’Italia parla di sette prestatori italiani perché considera i soggetti vigilati che hanno presentato domanda in Italia e che lavoreranno con via Nazionale durante la sperimentazione. Satispay ha invece presentato la candidatura con la propria società lussemburghese, e resta un gruppo italiano a tutti gli effetti sul piano industriale. Le due letture sono entrambe corrette, purché si dica quale criterio si sta usando.

Euro digitale in versione beta senza corso legale

La moneta usata nella sperimentazione sarà una versione beta dell’euro digitale, tecnicamente e funzionalmente vicina a quella prevista dalla proposta legislativa, priva però di corso legale. La precisazione della BCE ha una conseguenza pratica, nessun obbligo di accettazione ricadrà sugli esercenti durante i dodici mesi di test e nessun cittadino potrà detenere la moneta emessa dalla BCE finché il regolamento non sarà adottato e il Consiglio direttivo non avrà deliberato l’emissione. La sperimentazione riguarderà l’infrastruttura e l’esperienza d’uso, dall’apertura del conto alla riconciliazione degli incassi.

Il trilogo su regolamento e commissioni

Il negoziato interistituzionale sul regolamento è iniziato il 13 luglio 2026, dopo il voto della plenaria del 9 luglio con 416 favorevoli, 169 contrari e 22 astenuti. Il testo che uscirà dal confronto tra Parlamento, Consiglio e Commissione deciderà le due variabili che pesano sui conti di chi incassa, il tetto alle commissioni degli esercenti e il limite di detenzione individuale. La posizione del Parlamento fissa la gratuità dei servizi di base per i cittadini e un massimale europeo alle commissioni basato sui costi, mentre l’obbligo di accettazione riguarderebbe la maggior parte delle attività, con esclusione degli autonomi e delle microimprese che oggi non accettano pagamenti elettronici. Sul fronte tecnico la BCE ha già firmato gli accordi sugli standard dei pagamenti con ECPC, nexo standards e Berlin Group, per riutilizzare basi già in uso su contactless, terminali e pagamenti via alias.

La documentazione BCE per PSP ed esercenti

Le regole sono pubbliche e sono il materiale su cui lavorano oggi i fornitori tecnologici che dovranno adeguare wallet, gateway e terminali. L’Eurosistema ha pubblicato in sequenza gli atti che disciplinano la partecipazione e i requisiti da rispettare:

  • l’invito a manifestare interesse per i prestatori di servizi di pagamento, pubblicato il 5 marzo 2026, con i criteri di ammissibilità e il termine per le candidature fissato alle 17 del 14 maggio 2026;
  • il PSP participation agreement del 14 aprile 2026, con gli allegati sui servizi di pagamento del pilota, sull’architettura, sull’onboarding, sui percorsi utente e sui requisiti minimi di esperienza d’uso;
  • le specifiche front-end del 14 aprile 2026, distinte tra prestatori che distribuiscono il servizio agli utenti e prestatori che servono gli esercenti sul lato accettazione;
  • le specifiche back-end del 23 aprile 2026, corredate dai file tecnici per l’integrazione;
  • il quadro di feedback dei prestatori partecipanti e le linee guida di comunicazione, che vincolano anche il modo in cui i selezionati potranno parlare del pilota.

Le specifiche lato accettazione anticipano il modello con cui l’euro digitale arriverà ai terminali POS e ai sistemi di cassa.

Piero Cipollone, che presiede la task force dell’Eurosistema, ha collegato l’ampiezza delle candidature alla volontà del settore privato di muoversi in fretta sul progetto. Sul versante italiano, la vice direttrice generale della Banca d’Italia Chiara Scotti ha letto la presenza di sette operatori nazionali come conferma del contributo che il sistema dei pagamenti italiano può offrire.

Calendario euro digitale, da fase pilota ed emissione

La BCE indica il 2029 come orizzonte per una prima eventuale emissione, a condizione che il regolamento sia adottato entro il 2026. Il pilota prenderà avvio nella seconda metà del 2027 e si chiuderà dopo dodici mesi, lasciando il tempo per correggere disegno, processi e interfacce prima di qualsiasi decisione di emissione, che spetterà al Consiglio direttivo della BCE una volta chiuso l’iter legislativo.

Uno slittamento del negoziato sposterebbe in avanti l’intera sequenza, come già evidenziato nella ricostruzione del cronoprogramma dell’euro digitale: la data del 2029 è un’ipotesi di lavoro dell’Eurosistema, non un impegno di