SPID gratis e a pagamento, prezzi aggiornati e operatori a confronto per listini e procedura

di Anna Fabi

13 Luglio 2026 09:22

logo PMI+ logo PMI+
Il canone annuale sullo SPID personale va da 5,98 a 9,99 euro a seconda del gestore, sei provider non lo applicano e PosteID esenta i minorenni

Lo SPID a pagamento ormai non è più l’eccezione di pochi gestori: nel 2026 sei identity provider applicano un canone annuale per l’identità digitale personale, con prezzi annuali da 5,98 a 9,99 euro mentre gli altri la rilasciano ancora senza abbonamento. Dopo gli apripista Aruba e InfoCert, la vera svolta è arrivata con Poste Italiane, che chiede 6 euro dal secondo anno di attivazione e da sola gestisce quasi 29 milioni di identità su circa 40 milioni attive.

Ad oggi sei gestori offrono SPID a pagamento sono gratuiti. Di seguito i costi aggiornati per ogni provider, le categorie esentate, gli effetti del mancato rinnovo e i criteri per scegliere dove attivare o dove spostare la propria identità digitale.

I gestori SPID che applicano un canone annuale

Sei gestori chiedono oggi un abbonamento annuale per lo SPID personale. Il primo anno è gratuito per i nuovi utenti, il canone scatta dal secondo, e in nessun caso il rinnovo è tacito: senza un’adesione esplicita l’accesso ai servizi si interrompe.

Gestore Canone annuale e condizioni
PosteID 6 euro IVA inclusa dal secondo anno; esenti minorenni, over 75, residenti all’estero e titolari di identità a uso professionale; senza pagamento l’accesso è sospeso e l’identità continua a esistere per 24 mesi dall’ultimo utilizzo
Aruba ID 4,90 euro più IVA dal secondo anno, pari a 5,98 euro; senza rinnovo l’identità è disattivata alla scadenza, insieme agli eventuali SPID per minori collegati
InfoCert ID 5,98 euro IVA inclusa dal secondo anno; il rinnovo richiede il consenso esplicito dell’utente, in mancanza del quale l’identità è sospesa
Namirial ID 9,99 euro più IVA per il rinnovo di SPID Full, gratuito solo per chi ha attivo un altro servizio Namirial; chi non rinnova passa a SPID Lite, che non dà accesso ai servizi della PA
SpidItalia (Register.it) 9,90 euro più IVA dal secondo anno, il canone più alto tra i gestori con abbonamento ordinario
TeamSystem ID 7 euro più IVA, pari a 8,54 euro l’anno

Il caso Namirial merita attenzione perché il meccanismo differisce da quello degli altri. Chi lascia scadere il rinnovo subisce un declassamento, non una sospensione: l’identità continua a funzionare sui servizi privati aderenti e smette di funzionare su INPS, Agenzia delle Entrate e Fascicolo sanitario, cioè proprio sui servizi per cui è stata attivata. Chi ha già una PEC o una firma digitale dello stesso gestore non paga nulla.

I gestori SPID senza canone annuale

Sei gestori non applicano alcun abbonamento ricorrente per l’identità digitale personale: Sielte, Lepida, EtnaID, Intesi Group, ID InfoCamere e TIM ID. L’assenza di canone riguarda però il solo mantenimento dell’identità negli anni: la fase di riconoscimento iniziale in alcuni casi può essere a pagamento anche presso questi provider, e con la procedura a distanza tramite operatore la spesa arriva a superare i 30 euro una tantum.

Il costo effettivo dipende quindi da come si sceglie di farsi identificare:

  • con CIE, CNS o firma digitale il riconoscimento è gratuito presso tutti i gestori, e in questo caso lo SPID non costa nulla né all’attivazione né negli anni successivi;
  • di persona, presso gli sportelli del gestore o le postazioni convenzionate, il riconoscimento è in genere gratuito, con disponibilità che cambia da provider a provider e sul territorio;
  • via webcam con operatore la spesa parte da 19,90 euro più IVA e sale fino a superare i 30 euro, ed è la voce che incide di più su chi non possiede altri strumenti digitali.

Una volta rilasciata, l’identità digitale apre gli stessi servizi degli SPID a pagamento, perché le credenziali di qualunque gestore accreditato hanno identico valore legale. La differenza tra un provider a canone e uno senza si misura quindi sul lungo periodo: chi ha CIE o firma digitale non spende nulla in nessuno dei due momenti, chi non le ha paga una volta sola all’inizio con i gestori senza canone e ogni anno con gli altri.

Da segnalare anche un’uscita dal sistema: In.Te.S.A. non ha rinnovato la convenzione e ha cessato l’attività di gestore dell’identità digitale, come indicato sul portale istituzionale SPID. Chi aveva le sue credenziali deve attivarne di nuove presso un altro provider.

Quale gestore SPID scegliere nel 2026

La scelta si risolve guardando a servizi, procedure di attivazione e prezzo di listino. Ecco le combinazioni più frequenti:

  • chi ha la CIE con PIN attiva può attivare o spostare lo SPID gratuitamente presso quasi tutti i gestori, e la soluzione più economica è allora un provider senza canone, che non chiede nulla né all’inizio né negli anni;
  • chi è cliente Poste con BancoPosta o Postepay ha l’attivazione online gratuita e paga 6 euro l’anno dal secondo, quindi la comodità immediata si traduce in un costo ricorrente;
  • chi ha già una PEC o una firma digitale Namirial mantiene lo SPID Full senza canone, e in questo caso è la soluzione più economica in assoluto;
  • chi non dispone di CIE attiva, CNS, firma digitale o rapporti con Poste deve mettere in conto il costo del riconoscimento da remoto, e allora la variabile che conta è quella spesa una tantum, non il canone;
  • chi richiede lo SPID per un figlio minorenne trova in PosteID l’esenzione dal canone fino ai diciotto anni, mentre presso Aruba la disattivazione dello SPID del genitore trascina con sé anche quello del minore collegato.

Il cambio di gestore è sempre possibile e non comporta la perdita di dati o pratiche: le identità sono equivalenti e si può attivare la nuova prima di revocare la vecchia. La sequenza corretta è quella, mai il contrario, per non trovarsi senza accesso ai servizi nel mezzo di una scadenza fiscale o di una domanda INPS.

Lo SPID per i minori applica regole a parte, sia sul rilascio sia sui servizi accessibili.

Identità digitale con SPID o CIE, confronto rapido

Il mercato dell’identità digitale si è complicato negli ultimi anni, con una sovrapposizione fra SPID e CIE, la Carta d’Identità Elettronica. Sono due sistemi analoghi, nel senso che entrambi danno le credenziali di accesso a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione. Il Governo ha più volte manifestato l’intenzione di superare SPID a favore della carta d’identità elettronica, pur continuando a rinnovare le convenzioni con i provider.

Il Sistema Pubblico di Identità Digitale è stato il primo dei due a entrare in funzione ed è molto più utilizzato della CIE, quindi una transizione andrebbe guidata e regolata, per dare a tutti la possibilità di adeguarsi. Nell’autunno 2025 la convenzione con i gestori è stata rinnovata per altri cinque anni, con lo sblocco del finanziamento di 40 milioni previsto da un decreto del 2023 e mai erogato per tempo.

È quel ritardo ad aver aperto la strada ai canoni. Per i gestori il servizio non è profittevole e la convenzione consente loro di chiedere un corrispettivo ai cittadini: il risultato è un sistema pubblico con listini privati, che nessuna norma uniforma.

Alternativa gratuita Carta d’Identità Elettronica, pro e contro

La CIE non prevede canoni: l’identità digitale associata alla Carta d’identità elettronica è rilasciata dallo Stato e il suo utilizzo online è gratuito, a fronte del solo costo di emissione del documento, pari a 16,79 euro oltre ai diritti fissi e di segreteria stabiliti dal Comune. Le credenziali di livello 1 e 2 si attivano online con la prima metà del PUK, e il livello 3 richiede uno smartphone NFC con l’app CieID.

Il limite della CIE riguarda l’età del titolare. Le credenziali dei minorenni tra 5 e 18 anni aprono soltanto i portali degli istituti scolastici, e le funzionalità per la fascia 14-18 anni sono ancora in corso di analisi presso il Ministero dell’Interno. Per un figlio che deve accedere a INPS o al Fascicolo sanitario, quindi, l’unica strada praticabile è lo SPID.