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Manovra 2026, il nuovo perimetro fiscale per banche e assicurazioni

di Anna Fabi

7 Gennaio 2026 12:00

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La Manovra 2026 interviene sulla fiscalità di banche e assicurazioni con aumenti di IRAP, limiti alle deduzioni e nuove regole sulle transazioni finanziarie. Effetti indiretti su credito, costi e imprese.

Nella Legge di Bilancio 2026 una delle aree meno raccontate, ma potenzialmente più rilevanti per il sistema economico, riguarda la fiscalità di banche e assicurazioni. Le misure non colpiscono direttamente le PMI, ma modificano il perimetro fiscale degli intermediari finanziari da cui dipendono credito, coperture assicurative e servizi.

Il punto non è solo l’aumento delle imposte, ma come queste scelte possono riflettersi sull’economia reale.

IRAP: aumento selettivo per il settore finanziario

La Manovra 2026 introduce un aumento di due punti percentuali dell’IRAP a carico di banche e assicurazioni, con applicazione temporanea su un orizzonte pluriennale. L’intervento è accompagnato da una franchigia limitata e da alcune esclusioni settoriali, ma rappresenta comunque un aggravio strutturale del carico fiscale per gli intermediari.

Dal punto di vista delle PMI, l’aumento non si traduce in un costo diretto, ma può incidere sulle politiche di pricing dei servizi finanziari: credito, commissioni, spread e condizioni contrattuali.

Deducibilità ridotta: il nodo delle perdite e degli interessi

Accanto all’IRAP, la Manovra interviene su un altro fronte delicato: la deducibilità fiscale di perdite pregresse, eccedenze ACE e interessi passivi.

Nel 2026 le percentuali di deduzione vengono ridotte rispetto agli anni precedenti, con un recupero solo graduale negli esercizi successivi. Questo comporta un aumento della base imponibile effettiva per banche e assicurazioni, anche in assenza di utili straordinari.

Per le imprese clienti, l’effetto è indiretto ma non neutro: una maggiore pressione fiscale sugli intermediari tende a riflettersi su maggiore selettività nell’erogazione del credito e su una revisione dei margini.

Tobin tax: raddoppio delle aliquote dal 2026

La Manovra 2026 prevede il raddoppio delle aliquote dell’imposta sulle transazioni finanziarie. La misura riguarda direttamente il settore finanziario, ma coinvolge anche imprese che utilizzano strumenti finanziari evoluti per la gestione della liquidità o per operazioni straordinarie.

L’aumento della tassazione sulle transazioni tende a ridurre la liquidità dei mercati e ad aumentare il costo delle operazioni, con effetti potenzialmente rilevanti sulle strategie di copertura e investimento delle imprese più strutturate.

Assicurazioni: effetti su premi e coperture

Anche le assicurazioni rientrano pienamente nel perimetro degli aumenti fiscali previsti dalla Manovra. Oltre all’IRAP maggiorata, viene richiesto un acconto rafforzato sui contributi legati ai premi assicurativi.

Per le PMI questo si traduce in un rischio concreto: premi in aumento o condizioni più stringenti, soprattutto per le coperture obbligatorie o a maggiore esposizione, come quelle contro eventi catastrofali.

Perché la Manovra guarda al settore finanziario

La scelta del legislatore risponde a una logica di contributo straordinario richiesto ai settori ritenuti più resilienti e redditizi negli ultimi anni. Banche e assicurazioni vengono chiamate a sostenere una quota maggiore del riequilibrio dei conti pubblici.

Tuttavia, questa impostazione comporta un rischio sistemico: se la pressione fiscale riduce la capacità di intermediazione, l’impatto può trasferirsi a valle, colpendo imprese e famiglie.

Cosa devono osservare le PMI nel 2026

Per le PMI il tema non è la tassazione diretta, ma l’effetto di contesto. Nel 2026 conviene monitorare:

  • l’evoluzione delle condizioni di accesso al credito;
  • l’andamento dei costi assicurativi;
  • le politiche di pricing dei servizi finanziari;
  • l’impatto delle nuove imposte sulle operazioni straordinarie.

La Manovra 2026 conferma che le scelte fiscali sugli intermediari non restano confinate al settore, ma incidono sull’ecosistema economico in cui operano le imprese.

Una partita che si gioca nel medio periodo

Gli effetti delle nuove imposte non saranno immediati, ma progressivi. Nel breve periodo il sistema assorbirà l’impatto; nel medio termine, però, le PMI potrebbero trovarsi a operare in un contesto finanziario più selettivo e costoso.

Capire queste dinamiche è essenziale per leggere la Manovra 2026 non solo come insieme di norme, ma come ridisegno degli equilibri fiscali tra Stato, finanza e imprese.