Le tasse nascoste in busta paga per i dipendenti italiani

di Teresa Barone

12 Agosto 2025 12:11

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Sulle spalle dei lavoratori dipendenti gravano tasse e contributi prelevati in busta paga o del tutto nascoste: il punto della CGIA.

Nel 2025 il peso fiscale che grava su una famiglia italiana composta da due lavoratori dipendenti e un figlio ammonta in media a 20.231 euro. Lo stima è stata effettuata l’Ufficio studi della CGIA, che mette in evidenza come in 9 casi su 10 le tasse e i contributi vengano prelevati direttamente dalla busta paga lorda o siano inclusi negli acquisti quotidiani di beni e di servizi.

Si tratta quindi di prelievi effettuati alla fonte, come ritenute fiscali, trattenute previdenziali e assistenziali, addizionali IRPEF), con un gettito pari a 12.504 euro. Rispetto alla base imponibile, infatti, il datore di lavoro determinare sia la contribuzione INPS e l’imposta sul reddito delle persone fisiche da trattenere dallo stipendio, sia le addizionali regionali e comunali dovute agli enti locali presso cui il dipendente ha il domicilio fiscale.

L’’imposta lorda sui redditi da lavoro dipendente in busta paga è calcolata utilizzando aliquote progressive in base agli scaglioni di reddito: fino a 28.000 euro di reddito si paga un’imposta IRPEF del 23%; da 28.001 a 50.000 euro di reddito si paga un’IRPEF del 35%; oltre 50.000 euro di reddito si paga un’imposta IRPEF del 43%.

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La pressione fiscale sui redditi da lavoro, che in Italia è tra le più alte d’Europa, impatta quindi sulla retribuzione netta in busta paga, tanto che la somma incassata rispetto alla RAL arriva ad essere di molto inferiore al lordo pattuito (poco più della metà). E le penalizzazioni possono aumentare anche in base alla regione e alla città in cui si lavora, a causa delle addizionali d’imposta.

=> Come leggere la busta paga: retribuzioni e stipendio netto

A questi balzelli – tipici del lavori dipendente – si aggiungono le tasse più o meno nascoste nelle transazioni e nelle forniture, che riguardano invece tutte le famiglie: IVA sugli acquisti, accise, contributo al Sistema Sanitario Nazionale dall’RC auto, imposta RC auto, canone RAI, In tutto, ammontano a 7.087 euro.

In termini di pressione fiscale, la media UE è al 40,4%. Confrontando i dati italiani con quelli della media UE, l’Italia si posiziona al sesto posto con una pressione fiscale pari al 42,6% del PIL. A fine 2024, addirittura, ha raggiunto il 50,6%, segnando un aumento di 1,5 punti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel confronto europeo, emerge dall’analisi della CGIA che, a presentare un carico fiscale maggiore, ad oggi è la Francia, mentre Germania e Spagna mostrano rispettivamente 1,8 punti e 5,4 punti in meno di imposizione fiscale.

A livello locale, invece, secondo uno studio condotto dal REP (il Centro di ricerca sugli enti pubblici di Fondazione Etica), i centri urbani in cui le tasse sono più alte sono Venezia (2.437 euro l’anno per abitante), Milano (oltre 2.100 euro annui), Firenze (2.027 euro), Siena (1.813 euro), Roma (1.600 euro), Brescia (1.473 euro), Bologna (1.466 euro), Salerno (1.450 euro), Genova e Pisa (1.425 euro e 1.416 euro).

Tornando allo studio CGIA, ecco la grafica che riassume il prelievo medio mensile di una famiglia italiana “tipo”.

tasse in busta paga