La commissione Ambiente del Senato ha approvato l’emendamento dei relatori Claudio Fazzone e Roberto Rosso, di Forza Italia, che apre al taglio del canone RAI nella riforma del servizio pubblico: la riduzione dell’imposta pagata dalle famiglie sarà possibile solo se lo Stato garantirà alla RAI risorse pubbliche compensative.
Cifra e anno di decorrenza sono ancora da stabilire: l’addebito nella bolletta elettrica sarà invariato finché una legge successiva non fisserà importo e coperture, come avvenne con la Manovra che ridusse il canone per un solo anno.
La misura sposta una parte del finanziamento della RAI dal canone alla fiscalità generale: lo sconto sarebbe infatti pagato con le imposte versate da tutti i contribuenti, obiezione sollevata dalle opposizioni.
In sintesi:
- il canone RAI ordinario del 2026 è di 90 euro, addebitato in 10 rate mensili da 9 euro sulle bollette della luce da gennaio a ottobre, ai sensi dell’art. 1, comma 40, della L. n. 232/2016;
- l’emendamento sul canone è stato approvato il 23 settembre 2026 dall’8ª Commissione del Senato insieme a quello sulla nomina e composizione del CdA RAI;
- per il 2024 l’art. 1, comma 19, della L. n. 213/2023 aveva ridotto il canone di 20 euro, con un contributo alla RAI di 430 milioni di euro;
- con quello sconto l’Agenzia delle Entrate (risoluzione n. 1/E del 4 gennaio 2024) aveva fissato rate F24 da 35,73 euro a semestre e da 18,62 euro a trimestre.
Taglio canone Rai, l’emendamento Fazzone-Rosso
L’8ª Commissione del Senato, competente anche per le comunicazioni, ha approvato mercoledì 23 settembre gli emendamenti dei relatori alla riforma della RAI, compreso quello che consente la riduzione del canone a condizione che il minor gettito sia compensato da altre forme di finanziamento pubblico destinate alla concessionaria.
Il testo stabilisce soltanto il principio che la RAI non perda risorse se lo Stato decide di abbassare l’imposta, senza indicare una cifra o una percentuale di taglio. Nelle versioni precedenti la riforma prevedeva una facoltà del Governo di ridurre il canone fino al 5% in casi eccezionali, norma che i relatori hanno eliminato a luglio.
La riforma della RAI modifica il Testo unico dei servizi di media audiovisivi (D.Lgs. n. 208/2021) e nasce dall’esame congiunto di undici disegni di legge. Secondo il relatore Rosso la commissione chiuderà la prossima settimana i cinque o sei emendamenti accantonati, prima dell’invio del testo all’Aula.
La Lega, con i senatori Giorgio Maria Bergesio, Tilde Minasi e Manfredi Potenti, rivendica il voto come il risultato di una propria battaglia storica, mentre Rosso sottolinea la stabilità delle risorse assicurata dalla compensazione. Le opposizioni e tre consiglieri di amministrazione della RAI, Alessandro di Majo, Davide Di Pietro e Roberto Natale, contestano il rischio di un finanziamento esposto alle scelte di bilancio di ogni anno.
Canone Rai 2027 in bolletta: l’iter per la riduzione
Lo sconto sul canone Rai 2027 richiede, oltre all’approvazione definitiva della riforma, una norma che fissi il nuovo importo e individui la copertura finanziaria per la RAI. Le tappe sono quattro:
- conclusione dell’esame in 8ª Commissione, con il voto sugli emendamenti ancora accantonati;
- voto dell’Aula del Senato e successivo esame della Camera, che può modificare il testo;
- approvazione di una norma che stabilisca di quanto ridurre il canone e con quali fondi compensare la RAI, come fece la legge di bilancio per il 2024;
- pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate dei nuovi importi per le rate in bolletta, i versamenti F24 e i nuovi abbonamenti.
Poiché la prima rata dell’anno è addebitata nella bolletta di gennaio, un taglio applicabile al 2027 richiederebbe una norma in vigore prima di quella data: nel 2024 la riduzione arrivò con la legge di bilancio approvata a fine dicembre dell’anno precedente.
Rosso collega il vincolo di compensazione all’art. 5, par. 3, del regolamento europeo sulla libertà dei media, il Regolamento (UE) 2024/1083, che chiede per i media di servizio pubblico procedure di finanziamento basate su criteri trasparenti e risorse adeguate, sostenibili e prevedibili. Le opposizioni leggono la stessa norma europea in senso opposto, come un argomento contro il taglio.
Canone a 70 euro, il precedente e i costi per lo Stato
L’unico taglio del canone degli ultimi anni risale al 2024, quando l’art. 1, comma 19, della L. n. 213/2023 rideterminò l’importo in 70 euro per quel solo anno e il comma 20 riconobbe alla RAI un contributo compensativo di 430 milioni di euro.
Dal 2025 l’imposta è tornata all’importo pieno. La norma del 2024 è stata abrogata dal D.Lgs. 5 novembre 2024, n. 174, e poche settimane dopo l’emendamento sul canone respinto in commissione Bilancio del Senato, presentato dalla Lega, è stato bocciato con il voto contrario di Forza Italia.
Nel novembre 2025 la Lega ha riproposto lo sconto per il 2026 con un emendamento alla Manovra coperto dal Fondo per interventi strutturali di politica economica, senza esito. La posizione di Forza Italia, contraria allo sconto nelle due manovre precedenti e oggi autrice della clausola, spiega il valore politico del voto: il partito accetta la riduzione solo con una compensazione prevista dalla legge di riforma, mentre nel 2024 il contributo alla RAI era un’assegnazione per un solo anno.
In proporzione al precedente, ogni euro di sconto vale circa 21,5 milioni di euro di minori entrate da compensare alla RAI: un nuovo sconto di 20 euro richiederebbe ogni anno una copertura dello stesso ordine di quella del 2024, un taglio di 10 euro circa 215 milioni. La stima è un’elaborazione sul contributo del 2024 e non considera variazioni nel numero di abbonati o nella quota di gettito riversata alla RAI.
Rate canone in bolletta e con F24: importi a confronto
Fino a una modifica di legge il canone in bolletta si paga in dieci rate mensili da gennaio a ottobre, mentre chi non ha un contratto elettrico domestico residenziale intestato a un componente della famiglia anagrafica versa il canone RAI con F24 in unica soluzione, in due rate o in quattro.
Gli importi dell’unica annualità con lo sconto sono quelli fissati dall’Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 1/E del 4 gennaio 2024; un taglio di entità diversa comporterebbe nuove tabelle.
| Modalità di pagamento | Importo 2026 |
|---|---|
| Bolletta elettrica, 10 rate mensili da gennaio a ottobre | 9 euro a rata |
| F24, unica soluzione entro il 31 gennaio | 90 euro |
| F24, due rate entro il 31 gennaio e il 31 luglio | 45,94 euro a rata |
| F24, quattro rate entro il 31 gennaio, 30 aprile, 31 luglio e 31 ottobre | 23,93 euro a rata |
I pensionati con un reddito di pensione dell’anno precedente non superiore a 18.000 euro possono chiedere l’addebito del canone sulla pensione con domanda al proprio ente pensionistico entro il 15 novembre dell’anno precedente a quello dell’abbonamento: per il canone 2027 il termine è il 15 novembre 2026.
Il testo approvato in commissione non indica la cifra dell’eventuale canone ridotto. Se il Parlamento tornasse ai 70 euro, l’ipotesi riproposta più volte dalla Lega, gli importi di riferimento sarebbero quelli che l’Agenzia delle Entrate fissò per l’unico anno con lo sconto con la risoluzione n. 1/E del 4 gennaio 2024. Per qualsiasi altro importo servirebbero nuove tabelle dell’Agenzia:
- 7 euro per ciascuna delle 10 rate mensili in bolletta elettrica;
- 70 euro per il versamento F24 in unica soluzione entro il 31 gennaio;
- 35,73 euro per ciascuna delle due rate F24 semestrali;
- 18,62 euro per ciascuna delle quattro rate F24 trimestrali.
Esenzione e rimborso del canone TV: le regole in vigore
L’eventuale taglio non modifica le esenzioni, che spettano a tre categorie di contribuenti:
- i cittadini dai 75 anni con reddito proprio e del coniuge non superiore a 8.000 euro annui, non conviventi con altri titolari di reddito salvo colf, badanti e collaboratori domestici, secondo l’art. 1, comma 132, della L. n. 244/2007 e le regole sull’esenzione del canone RAI per gli over 75;
- le famiglie anagrafiche in cui nessun componente detiene un apparecchio televisivo, con dichiarazione sostitutiva di non detenzione;
- diplomatici e militari stranieri esenti per effetto di convenzioni internazionali.
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La dichiarazione di non detenzione presentata entro il 31 gennaio vale per l’intero anno, quella presentata dal 1° febbraio al 30 giugno per il secondo semestre; si invia online, per plico raccomandato senza busta oppure, firmata digitalmente, via PEC all’indirizzo cp22.canonetv@postacertificata.rai.it. Chi non ha un’utenza elettrica intestata ed è già abbonato deve invece dare disdetta dell’abbonamento: la scelta tra esenzione e disdetta del canone RAI dipende dall’intestazione della fornitura.
Chi ha pagato in bolletta un canone non dovuto chiede il rimborso del canone RAI con il modello approvato dall’Agenzia delle Entrate, trasmesso online con l’applicazione web dell’Agenzia oppure per raccomandata all’Ufficio Canone TV, Casella postale 22, 10121 Torino; l’importo è restituito di norma con accredito sulla prima fattura elettrica utile.