Rinnovate le regole INPS per i prestiti ai pensionati estinguibili con cessione del quinto pensione: la nuova convenzione con banche e intermediari finanziari, valida fino al 2029, ridisegna l’accesso ai relativi servizi online e aggiunge un controllo d’identità prima che l’intermediario possa consultare la quota di pensione cedibile. Per chi ha un finanziamento in corso o pensa di chiederne uno, le novità da conoscere riguardano la verifica dell’identità, la gestione telematica delle estinzioni e le condizioni dei prestiti che si trasferiscono dallo stipendio alla pensione.
In sintesi:
- la nuova convenzione INPS con banche e finanziarie vale dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029, in base alla deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 55 del 29 aprile 2026 e al messaggio INPS n. 2308 dell’8 luglio 2026;
- per consultare la quota cedibile l’intermediario identifica il pensionato con un codice OTP inviato dall’INPS oppure con l’importo di una delle ultime due mensilità di pensione, ai sensi dell’art. 7, comma 3, mentre per i primi sei mesi vale ancora il codice pensione;
- estinzioni anticipate, chiusure e rimodulazioni del piano di ammortamento passano solo dalle funzioni telematiche dedicate, come previsto dall’art. 12, comma 6;
- i prestiti nati come cessione del quinto stipendio e trasferiti sulla pensione non seguono i tassi soglia convenzionali fissati per la cessione della pensione, in base all’art. 11, comma 8;
- gli oneri del servizio sono dovuti dagli intermediari all’INPS e ricadono sul pensionato solo se inclusi nel TAEG, ai sensi dell’art. 15, comma 6.
- La convenzione INPS 2026-2029 sui prestiti ai pensionati
- Verifica dell’identità del pensionato per la quota cedibile
- Estinzione anticipata e rimodulazione con le funzioni web
- Rinnovo esterno della cessione del quinto per via telematica
- Traslazione da stipendio a pensione
- Trattamenti pensionistici esclusi dalla cessione
- Benestare e comunicazione di cedibilità nei servizi INPS online
- Oneri del servizio e come incidono sul pensionato
La convenzione INPS 2026-2029 sui prestiti ai pensionati
La convenzione che disciplina i prestiti ai pensionati estinguibili con cessione del quinto della pensione vale dal 1° maggio 2026 al 30 aprile 2029, rinnovabile una sola volta per pari durata tramite scambio di comunicazioni via PEC. Con la deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 55 del 29 aprile 2026 l’Istituto ha adottato il nuovo schema di convenzione e il relativo Regolamento, rivedendo il testo precedente prorogato fino al 30 aprile 2026.
La convenzione riconosce all’INPS la facoltà di svolgere audit, controlli e verifiche sui soggetti convenzionati, per accertare il rispetto degli obblighi e delle regole su sicurezza delle banche dati e protezione dei dati personali, secondo il Regolamento UE 2016/679. Il nuovo testo si inserisce in un percorso di digitalizzazione dei servizi legati alla cessione del quinto, con la migrazione alla piattaforma ModI entro il 31 dicembre 2026 e il passaggio a un’architettura a microservizi entro il 31 dicembre 2027.
Verifica dell’identità del pensionato per la quota cedibile
Prima di consultare la comunicazione di quota cedibile, l’intermediario deve identificare il pensionato acquisendo un documento di riconoscimento valido o con un processo conforme al Regolamento UE n. 910/2014, e in aggiunta verificare un elemento di riscontro (art. 7, comma 3). Gli elementi di riscontro ammessi, uno solo dei quali è sufficiente, sono i seguenti:
- un codice OTP inviato dall’INPS sul cellulare certificato del pensionato;
- l’importo, comprensivo dei decimali, di una delle ultime due mensilità di pensione pagata.
Il nuovo riscontro non parte subito per tutti: per un periodo transitorio di sei mesi dalla data di validità della convenzione, quindi dal 1° maggio 2026, la consultazione della quota cedibile continua ad avvenire con la comunicazione e la verifica del codice pensione, la cosiddetta chiave pensione (art. 24, comma 2). Per il pensionato il passaggio a regime si traduce in un controllo aggiuntivo quando si rivolge alla banca o alla finanziaria, pensato per impedire che i dati della sua pensione siano consultati senza un riscontro riconducibile a lui.
Estinzione anticipata e rimodulazione con le funzioni web
Chi vuole chiudere in anticipo o modificare il finanziamento deve sapere che l’intermediario può gestire l’operazione solo tramite le funzioni telematiche dedicate dell’INPS, e le comunicazioni inviate con altre modalità non sono prese in considerazione (art. 12, comma 6).
L’obbligo riguarda tre situazioni: l’estinzione anticipata totale del finanziamento; la chiusura del piano, per annullamento del prestito o altre cause, da effettuare dopo la validazione da parte dell’INPS; la rimodulazione del piano di ammortamento per estinzione anticipata parziale. Per il pensionato che chiede il conteggio estintivo alla propria finanziaria significa una lavorazione che transita per intero sui canali informatici dell’Istituto, con tempi e tracciabilità più uniformi.
Rinnovo esterno della cessione del quinto per via telematica
Il rinnovo della cessione del quinto pensione con passaggio a un nuovo intermediario, il cosiddetto rinnovo esterno, si gestisce anch’esso con la funzione telematica dedicata, con cui il soggetto convenzionato trasmette all’INPS i dati sull’estinzione del finanziamento rinnovato (art. 14, comma 2).
Quando il versamento estintivo avviene con bonifico identificato da un codice TRN, la convenzione indica con precisione quali caratteri del codice vanno riportati come identificativo dell’operazione, un dettaglio che riduce gli errori di abbinamento nella gestione delle pratiche. Il rinnovo esterno resta soggetto ai limiti temporali di legge, che vietano una nuova cessione prima che siano decorsi i due quinti del piano di ammortamento.
Traslazione da stipendio a pensione
Chi ha una cessione del quinto sullo stipendio e va in pensione vede il finanziamento trasferirsi sulla pensione, la cosiddetta traslazione, senza però l’applicazione automatica dei tassi soglia convenzionali fissati trimestralmente per la cessione della pensione.
La disciplina della convenzione si applica anche a questi prestiti per gli aspetti compatibili (art. 2, comma 2), con un’eccezione precisa: i tassi soglia convenzionali per classe di età non valgono per i prestiti traslati (art. 11, comma 8), che proseguono alle condizioni del contratto originario di cessione dello stipendio. Gli oneri del servizio INPS, invece, si applicano anche alle cessioni da stipendio traslate sulla pensione, a partire dalla data comunicata all’intermediario. Il pensionamento, quindi, non converte il vecchio prestito nelle condizioni della convenzione dedicata ai pensionati.
Trattamenti pensionistici esclusi dalla cessione
Alcuni trattamenti INPS non possono essere ceduti nemmeno in parte e non entrano neppure nel calcolo della quota cedibile. Non possono essere ceduti i seguenti trattamenti erogati dall’Istituto:
- le pensioni e gli assegni sociali;
- i trattamenti di invalidità civile;
- l’assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità, previsto dall’art. 5 della legge n. 222/1984;
- gli assegni straordinari di sostegno al reddito;
- le pensioni a carico degli enti creditizi;
- gli assegni al nucleo familiare;
- l’APE sociale.
Sono invece cedibili le pensioni liquidate in via provvisoria. Per chi percepisce più trattamenti pensionistici gestiti sullo stesso sistema, la quota cedibile e la salvaguardia del trattamento minimo si calcolano sul complesso delle pensioni, non su ciascuna separatamente.
Benestare e comunicazione di cedibilità nei servizi INPS online
Dai servizi INPS online il pensionato consulta e scarica l’atto di benestare al finanziamento e la comunicazione di cedibilità della pensione, senza passare dallo sportello. Dall’area personale MyINPS, consultando il cedolino pensione online, si visualizza e si scarica il certificato con i dati del contratto di finanziamento e il piano di ammortamento, insieme alle informazioni su eventuali cessioni pregresse e all’importo aggiornato della quota cedibile. La Comunicazione di cedibilità della pensione riporta inoltre un codice QR che, sia sul documento cartaceo sia su quello digitale, permette di accedere via smartphone o tablet alla versione digitale dei dati conservati nei sistemi informativi dell’INPS, a garanzia di autenticità del documento. Queste funzioni, introdotte con il messaggio INPS n. 1526 del 13 aprile 2021, sono il canale con cui il pensionato verifica in autonomia la propria capienza prima di rivolgersi a un intermediario.
Oneri del servizio e come incidono sul pensionato
Gli oneri aggiornati dalla convenzione sono dovuti dagli intermediari all’INPS e non costituiscono una voce autonoma per il pensionato: se l’intermediario li ribalta sul cliente devono rientrare nel TAEG del finanziamento (art. 15, comma 6). L’INPS li trattiene mensilmente dai flussi di versamento degli operatori e li ridetermina ogni anno sulla base della contabilità analitica. Il dettaglio dei costi della cessione del quinto è il seguente.
| Soggetto | Onere dovuto all’INPS |
|---|---|
| Intermediari convenzionati | 2,03 euro per ogni estrazione del rateo pensionistico, IVA esente, fino al 31 dicembre 2026 |
| Intermediari non convenzionati | 111,12 euro annui per ciascun contratto di cessione, più 9,26 euro per estrazione del rateo pensionistico, dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 |
L’esenzione IVA si applica ai sensi dell’art. 10, primo comma, n. 1, del D.P.R. n. 633/1972. Per il pensionato questi importi non si sommano come voce a sé alla rata: incidono solo quando confluiscono nel TAEG, che resta il parametro da confrontare tra le offerte perché comprende interessi, premio assicurativo e oneri.