Chi non ha mai versato contributi previdenziali ha davanti due strade per arrivare a una pensione: costruirsi una posizione contributiva volontaria presso il Fondo INPS dedicato, oppure attendere i 67 anni e chiedere l’assegno sociale. È una condizione che riguarda in larga maggioranza le donne senza contributi, casalinghe e caregiver familiari, e le due strade non si sommano.
In sintesi:
- il Fondo Casalinghe richiede versamenti da almeno 25,82 euro per ogni mese e cinque anni di contribuzione;
- l’assegno sociale non richiede alcun contributo e vale 546,24 euro mensili per tredici mensilità nel 2026, secondo la Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025;
- l’assegno sociale spetta nei limiti di reddito (nel 2026, 7.101,12 € annui per non coniugati e 14.202,24 € per coniugati);
- la pensione erogata dal Fondo concorre al reddito che determina l’assegno sociale e ne riduce l’importo.
Versamenti volontari al Fondo INPS dedicato
La pensione casalinghe si ottiene iscrivendosi al Fondo di previdenza per le persone che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari, aperto a donne e uomini fra i 16 e i 65 anni che non abbiano una pensione diretta né un’attività soggetta a contribuzione obbligatoria.
Servono almeno cinque anni di versamenti e 65 anni di età, che scendono a 57 solo se l’importo maturato raggiunge 1,2 volte l’assegno sociale, cioè 655,49 euro mensili nel 2026. I contributi sono deducibili dall’IRPEF, anche quando versati per un familiare a carico, e non sono recuperabili se non bastano a maturare la prestazione, perché il Fondo non ammette ricongiunzione né totalizzazione.
Assegno sociale a 67 anni senza alcun versamento
L’assegno sociale, che dal 1996 ha sostituito la pensione sociale, è una prestazione assistenziale che non richiede contributi. Spetta a 67 anni a chi risiede stabilmente in Italia da almeno dieci anni e ha redditi sotto le soglie di legge, e vale 546,24 euro mensili per tredici mensilità nel 2026.
L’assegno è differenziale: viene erogato in misura piena solo a chi non ha alcun reddito e in misura ridotta a chi si colloca sotto la soglia, integrando la differenza. Non è esportabile, quindi viene sospeso dopo 29 giorni di permanenza all’estero e revocato se la sospensione supera l’anno.
Quanto rende ciascuna delle due strade
Il confronto va fatto sull’importo che si ottiene a 65 o 67 anni. Il Fondo produce cifre modeste a fronte di versamenti prolungati, mentre l’assegno sociale garantisce un importo più alto senza esborso ma con un vincolo di reddito che il Fondo non ha.
| Strada | Cosa serve e cosa si ottiene |
|---|---|
| Fondo Casalinghe | versamenti volontari per almeno cinque anni, nessun limite di reddito, importo proporzionale al versato: vent’anni alla quota minima valgono circa 25 euro mensili |
| Assegno sociale | nessun versamento, 67 anni di età e dieci anni di residenza, redditi sotto 7.101,12 euro annui se non coniugati, importo pieno di 546,24 euro mensili |
Perché le due prestazioni non si sommano
Il punto che rende la scelta rilevante è il rapporto fra le due prestazioni. La pensione erogata dal Fondo casalinghe è una pensione diretta imponibile IRPEF, quindi rientra fra i redditi che l’INPS considera per determinare il diritto e l’importo dell’assegno sociale. Chi versa al Fondo per anni e poi si trova nelle condizioni reddituali dell’assegno sociale vede quindi l’assegno ridotto di un importo pari alla pensione del Fondo, con un beneficio netto vicino allo zero.
I versamenti volontari convengono a chi prevede di superare le soglie reddituali dell’assegno sociale, per esempio grazie al reddito del coniuge, mentre per chi resterà sotto quelle soglie il vantaggio si riduce alla sola deduzione fiscale sui versamenti.
Come si presentano le due domande all’INPS
La domanda di pensione al Fondo Casalinghe si invia online all’INPS e riguarda i soli iscritti che abbiano raggiunto i requisiti. L’iscrizione al Fondo, che è un passaggio distinto e precedente, si effettua con SPID, CIE o CNS e viene accolta in automatico.
La domanda di assegno sociale si presenta a partire dal compimento dell’età richiesta, online con identità digitale, tramite Contact center o patronato. Il pagamento decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione, quindi ogni mese di ritardo è una mensilità perduta senza possibilità di recupero.
Pensione senza contributi per le donne in Italia
La platea senza copertura previdenziale in Italia oggi è costituita in prevalenza da donne: la durata attesa della vita lavorativa in Italia è di 28,4 anni per la parte femminile contro i 33 della media nazionale, il valore più basso dell’Unione europea. Nessuna delle due strade sopra indicate per la pensione senza contributi è comunque riservata alle sole donne, perché sia il Fondo INPS casalinghi sia l’assegno sociale sono aperti a uomini e donne con gli stessi requisiti.