Secondo Warren Bennis, autore di “Come si diventa leader”, «i manager sono persone che fanno bene le cose bene, i leader persone che fanno le cose giuste». Una differenza fondamentale, che porta collaboratori e subalterni a condividere, approvare e riconoscere il valore di un leader identificandolo come capo a tutti gli effetti.
Nell’ambito del lavoro, ciò si traduce in meno conflitti e più spinta motivazionale, quindi a una maggiore coesione del gruppo di lavoro.
Lo stile di leadership diventa perciò strategico anche per le Pmi, visto l’impulso che può dare ai dipendenti. La leadership più funzionale è quella adattiva, cioè basata sulle caratteristiche dei collaboratori e sulle situazioni che si vengono a creare: la Situational Leadership.
Elaborata negli anni ’70 da Paul H. Hersey, Kenneth Blanchard e Dewey E Johnson – e descritta nel libro “Management of Organizational Behavior: Leading Human Resources” – la teoria della leadership situazionale innova schemi e dogmi delle precedenti teorie, affermando che non esiste un modo “giusto” e unico di essere capo ma è necessario scegliere lo stile più appropriato alle diverse situazioni. Di fatto, non solo variano i membri dei team di progetto ma anche le competenze, secondo le mansioni loro affidate: è quindi necessario adattare lo stile con cui si “guidano” tali risorse, in relazione alle nuove situazioni scaturite.
L’approccio della Leadership Situazionale consente di: influenzare efficacemente i comportamenti in funzione degli obiettivi di progetto; variare il proprio stile di leadership coerentemente con il livello di prontezza dei collaboratori; indirizzare il proprio team verso gli obiettivi strategici dell’azienda; motivare il team sviluppando la tensione verso obiettivi e performance.
La leadership situazionale quantifica le azioni di Direzione e Supporto, miscelando il comportamento direttivo a quello di relazione che il leader dovrebbe attuare verso i suoi collaboratori.
Serve grande flessibilità: non esiste uno stile che si adatta a tutte le situazioni. Per conoscere le proprie inclinazioni è utile un test di autovalutazione per definire almeno lo stile che spontaneamente e intuitivamente viene applicato day-by-day.
La matrice composta dalle quattro azioni prescrivere, vendere, coinvolgere, delegare è alla base di altrettanti stili di leadership, che un buon capo deve imparare a dosare e mixare opportunamente.