Commercialisti: software gestionale gratuito in arrivo

di Francesca Vinciarelli

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In arrivo un software gestionale gratuito per i commercialisti che semplifichi la gestione del mandato professionale.

A breve il CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili) metterà a disposizione dei commercialisti iscritti all’Albo un software gratuito, realizzato da Datev Koinos, per la gestione delle pratiche e la predisposizione di tutta la documentazione relativa al rapporto col nuovo cliente, così da averne un utile quadro di insieme. Lo scopo è quello di semplificare l’attività connessa al mandato professionale: predisposizione di un preventivo dettagliato, documentazione relativa agli obblighi in materia di privacy e antiriciclaggio, polizza assicurativa, lettera d’incarico e così via.

Il Consigliere nazionale con delega alla tariffa, Giorgio Luchetta, spiega che si tratta di

«Tutti documenti necessari, ma la cui redazione richiede un dispendio di tempo che, spesso, non abbiamo». Il nuovo software consentirà ai professionisti di «adottare comportamenti e approcci ispirati alle migliori pratiche e garantire il perseguimento della qualità e l’adeguatezza del compenso alla prestazione eseguita».

In sostanza il tool fornirà ai commercialisti una serie di modelli da scaricare e completare con i dati del professionista e del cliente. In più il programma assisterà i commercialisti nella redazione del preventivo, diversificato in base al tipo di attività richiesta, con la possibilità di evidenziare le caratteristiche della prestazione nei documenti di sintesi, in un’ottica di massima trasparenza. Dunque l’obiettivo del CNDCEC non è quello di fornire delle linee guida sugli onorari da applicare, quanto piuttosto di dare un’idea di fondo dal punto di vista della classificazione delle attività.

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Il software verrà reso disponibile nell’arco di un mese, terminata la sperimentazione a livello centrale da parte di alcuni professionisti che hanno testato il tool, ora è in atto quella a livello territoriale con gli Ordini locali che stanno testando ulteriormente e verificando la possibilità di proporre nuove fattispecie e/o attività peculiari di determinato territorio, attualmente non contemplate dal programma:

«In questo modo – spiega Luchetta – potremo anche diversificare i modelli a seconda della realtà locale nel quale vengono utilizzati».

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