Voglia di leggerezza, il notebook perde peso ma non potenza

di Giuseppe Goglio

scritto il

L'evoluzione tecnologica favorisce una crescita nella domanda di Pc portatili sempre più leggeri. Schermi più piccoli ma di qualità superiore, che non lasciano spazio a rimpianti

Più che la potenza vera e propria, solitamente nei Pc portatili l’attenzione è rivolta alla dimensione del display, alla dotazione di porte e connessioni, all’autonomia della batteria e al peso.

Negli ultimi anni un continuo miglioramento nella tecnologia legata agli schermi è stata all’origine di un progressivo aumento nella dimensione e nella qualità, passando da monitor da 11-12″ in bianco e nero a display LCD a colori fino a 17″ con qualità delle immagini paragonabile ai monitor da tavolo. Di conseguenza però, sono aumentati dimensioni, peso e consumo dei notebook. Compresa la borsa e gli accessori, il trasporto di un laptop può arrivare tranquillamente a 4-5 Kg.

In questo modo sono stati per qualche tempo accantonati anche i problemi di dissipamento del calore dovuti alla maggiore potenza, grazie alla possibilità di maggiori spazi nei case per ospitare radiatori e ventole di raffreddamento.

D’altra parte, i processori di ultima generazione presentano un voltaggio decisamente ridotto rispetto al passato e, di conseguenza, minori consumi e calore prodotto. Combinata agli ulteriori miglioramenti nella qualità dei display LCD, questa situazione ha favorito da qualche tempo a questa parte un incremento nella domanda di quei notebook dove il peso diventa un elemento fondamentale.

Rispetto a qualche anno fa infatti, praticamente tutti i produttori hanno in catalogo diversi modelli di Pc portatili che possono considerarsi all’avanguardia per potenza, connettività e flessibilità, ma il cui peso si mantiene abbondantemente al di sotto dei 2 Kg.

Mentre in passato questa categoria di notebook rappresentava un mercato quasi di nicchia, oggi il notebook che rientra nella categoria degli ‘ultraleggeri’ è un’opzione sempre più spesso tenuta in considerazione al momento dell’acquisto.

Il prezzo della leggerezza

Un paio di chilogrammi in meno da trasportare non hanno un costo solamente in termini di prezzo. Pur di viaggiare leggeri infatti, può essere necessario dover prevedere alcune rinunce.

«Il compromesso più evidente che devo accettare è ovviamente quello di avere uno schermo più piccolo, compreso tra da 10,4" a 12" – spiega Fabrizio Falcetti, Product Manager Volume Professional di Fujitsu Siemens -. Però, rispetto agli schermi più grandi, la risoluzione comunque elevata mi permette di avere una visualizzazione dei caratteri più nitida».

Contrariamente a quanto avviene sui desktop infatti, non sempre a uno schermo di dimensioni ridotte corrisponde una minore risoluzione. Di conseguenza, al primo impatto, i caratteri visualizzati possono apparire eccessivamente piccoli ma, precisa Falcetti, «È soprattutto questione di abitudine, la maggiore nitidezza dei caratteri compensa la minore dimensione».

L’attuale attenzione verso Pc portatili dal peso contenuto è qualcosa di più che una moda. Se gli orientamenti degli utenti, soprattutto in ambito professionale, stanno cambiando è per ragioni più concrete. Prima di tutto, la tecnologia ha compiuto importanti passi in avanti: «In primis si è intervenuto sui materiali, utilizzando i più leggeri disponibili in commercio, come alluminio e magnesio – afferma Giampiero Savorelli, Area Category Manager Notebook di HP -. In secondo luogo è possibile rimuovere il drive ottico e ottimizzare il peso delle batterie, per esempio utilizzandone una a 3 celle al posto di quelle a 6».

Un’altra caratteristica molto diffusa tra gli ultraleggeri è la presenza di un alloggiamento multifunzione, capace cioè di ospitare a seconda delle esigenze un’unità ottica rimovibile piuttosto che una batteria addizionale. Si viene in questo modo a compensare l’utilizzo di batterie con capacità inferiore rispetto allo standard senza incidere sul peso complessivo. L’unità DVD esterna inoltre, può essere trasportata solamente quando necessaria.

Non tutto però può essere risolto: «Qualche rinuncia resta comunque necessaria – precisa Giampiero Savorelli -, come per esempio la tastiera con tasti più piccoli e un mouse di dimensioni ridotte fino a divenire un trackpoint, una piccola pallina tra i tasti». Esperimenti per ovviare a questo problema, come la tastiera ‘pieghevole’ di IBM qualche anno fa non hanno incontrato particolare fortuna

A ciascuno il suo

La possibilità di scegliere un notebook anche in base al peso senza rinunciare alla potenza, aiuta i produttori a presentare un’offerta più completa e aiutare gli utenti a trovare il modello più vicino alle proprie esigenze: «È importante capire quali sono le esigenze di un utente ‘mobile’ – spiega Matteo D’Elia, Brand Manager Notebook di Dell -. Un account manager può non richiedere prestazioni grafiche elevate e contemporaneamente non può fare a meno di una batteria che garantisca almeno cinque ore di autonomia. Diversamente, il designer o l’architetto non possono prescindere da prestazioni, non solo grafiche, di altissimo livello. Si tratta quindi di creare soluzioni flessibili che permettano di adeguarsi ai contesti di utilizzo».

Favorire l’impiego del notebook attraverso un’offerta più completa e modelli particolarmente versatili significa anche aumentare la presenza di dati sensibili all’interno di Pc a elevato rischio di smarrimento o furto, ma che devono comunque restare sempre accessibili all’utente.

«Ci sono due elementi fondamentali che a volte si trascurano quando si parla di ultraportatile – afferma Matteo D’Elia -: la rapidità con la quale si ricarica la batteria e i dispositivi di protezione dei dati. Tra questi oggi è possibile contare di lettori di impronte digitali, metodi di cifratura, meccanismi di protezione fisica dell’hard-disk e firewall software».

Il nodo dei costi

Nell’immaginario collettivo, notebook è spesso sinonimo di libertà e mobilità, per cui sembrerebbe scontato che modelli destinati a esaltare tali caratteristiche incontrino maggiori favori. La realtà però a volte è ben diversa e non può fare a meno di scontrarsi con considerazioni decisamente più pratiche: «Non dobbiamo ignorare che solitamente i notebook vengono ordinati dagli uffici acquisti e non dai singoli utenti e non tutte le aziende sono disposte a spendere cifre maggiori per un modello più leggero – conclude Fabrizio Falcetti di Fujitsu Siemens -. Per l’ufficio acquisti differenze di qualche centinaia di euro sono influenti. D’altra parte, l’interesse di chi acquista è diverso da quello di chi utilizza».