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SAS: PMI e Big Data binomio vincente

di Alessandro Longo

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Le strategie delle PMI che puntano sui Big Data per promuovere il digitale e le risorse messe a disposizione da SAS.

Anche le PMI italiane stanno usando i Big Data, per conoscere meglio il mercato e i propri clienti. E per soddisfare la crescente richiesta di soluzioni, SAS da quest’anno lavora anche sul canale, avvicinandosi al territorio. Sono le vie attraverso cui il digitale si sta diffondendo nel tessuto economico italiano, secondo Gianluca Picciolo, SAS Regional Sales Director Volume Business Central East Europe.

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Per come la vedete voi, com’è lo stato del digitale tra le PMI? Siamo ancora così indietro come dicono i dati del Commissione o qualcosa si sta muovendo?

«La trasformazione digitale comincia a essere di rilievo anche nelle nostre PMI. Abbiamo dedicato una struttura a questo segmento di mercato e abbiamo già conquistato centinaia di clienti. Il cambio culturale ha avuto probabilmente una velocità diversa, ma oggi anche le PMI hanno compreso che per restare competitivi sono necessari nuovi approcci al business.»

Quali?

«Oggi abbiamo una miriade di dati che si generano in ogni secondo. Strutturati e destrutturati. Web e Mobile. La conoscenza di questi dati diventa preziosa. Chi non li analizza rischia di non poter conoscere i propri clienti. Il comun denominatore tra le PMI è che le competenze non sono così approfondite. Per via di queste lacune, chiedono soluzioni analitiche per approcciare il dato in modo semplice. Vogliono semplicità nell’utilizzo e nell’implementazione. E la possibilità di poter usare la soluzione in autonomia. La nostra soluzione di punta è SAS Visual Analytics: interfaccia visuale, semplice, con la possibilità di analizzare il dato anche in mobilità. Possiamo dire che l’analisi visuale è una democratizzazione dell’analisi del dato.»

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Sì, ma nel dettaglio che ci fanno?

«L’utilizzo è abbastanza ampio. Alcune monitorano ora per ora gli elementi chiave del proprio business, anticipare i trend del mercato. Chi va all’estero può studiare quelli dei Paesi emergenti. Possono gestire i rischi di impresa, la customer experience, prevedere i bisogni della domanda. C’è un portale online, Wineverse, che vende vini e grazie ai dati da una parte ha aumentato le vendite. Può vedere infatti chi preferisce certi tipi di vino e fare offerte mirate.  Dall’altra, grazie a una chiara visualizzazione del dato, può tenere sotto controllo i costi della logistica, ottimizzando spedizioni e arrivi in magazzino.»

Possiamo dire che per quanto vi riguarda anche le PMI stanno approcciando i Big Data…

«Sì, è così. Hai colto quello che stiamo cercando trasmettere. Anche le aziende minori si stanno approcciando ai Big Data ed è ormai una quasi imperativo che lo facciano. E chi ci è arrivato prima, sta guadagnando in competitività.  Per aiutare queste aziende, diamo gratuitamente un percorso formativo- due giorni di training che rende autonomi gli utenti, dopo l’acquisto.»

Che tipo di aziende sono?

«Piccole banche di Credito Cooperativo: Bcc di Roma usa i Big Data per analisi dei clienti; altri, come la Banca popolare di Bari ne fanno utilizzi finanziari e per la gestione del rischio. Ci sono anche piccole pubbliche amministrazioni: un istituto tumori fa ricerche sui tumori. Piccoli aeroporti (come gli Aeroporti di Puglia) usa i Big Data per l’analisi dei costi. Il prossimo passo è un’analisi dei passeggeri. Nel manifatturiero le aziende usano questi strumenti per prevedere la domanda e gestire meglio lo stock. Nell’ambito retail si fanno analisi mirate sul consumatore, per studiarne il comportamento.»

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I prossimi passi?

«Per quanto mi riguarda siamo solo all’inizio. Le PMI continueranno a investire in queste soluzioni, avendone ormai afferrato il valore aggiunto. Nei prossimi due anni se ne coglieranno i risultati. La diffusione del digitale tra le PMI farà il suo corso. Da parte nostra, quest’anno ci siamo aperti alla strategia di canale, per renderci più vicini al territorio, con un programma di partner certificati, tecnologici e di processo. Anche questo servirà per soddisfare la forte crescita che stiamo vivendo e trasferire la competenza ai nostri clienti. Un prossimo passo è il Cloud, dove abbiamo già gli analytics (SAS Cloud Analytics).»

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