Tratto dallo speciale:

Caro bollette e Smart Working: quanto spende chi lavora da casa

di Redazione PMI.it

scritto il

L’aumento della spesa per le utenze domestiche rischia di mettere in crisi gli Smart Workers: ecco quanto spendono rispetto a chi lavora in ufficio.

L’aumento dei costi relativi alle utenze domestiche sta complicando la vita di chi lavora in modalità Smart Working, chiamato a sostenere autonomamente le spese delle bollette di luce e gas. Secondo un’analisi condotta da Selectra, i costi da sostenere nel mese di febbraio 2022 saranno nettamente superiori rispetto allo stesso periodo del 2021.

Smart Working penalizzato

Se da un lato l’opportunità di lavorare da casa viene accolta positivamente dalla maggioranza dei lavoratori italiani, dall’altro lato non mancano le criticità inerenti all’aumento dei costi delle utenze. Rispetto a chi è rientrato in ufficio full-time, infatti, un lavoratore in Smart Working nel mercato tutelato spende in media 17 euro in più per la luce e 39 euro in più per il gas. Sul mercato libero la differenza è pari a 10 euro in più per la luce e 32,5 euro per il gas.

Rincaro bollette

L’indagine, nello specifico, segnala per lo Smart Worker full-time che si affida al servizio di maggior tutela un incremento di 57 euro nella bolletta dell’elettricità di febbraio 2022 +230%, per un totale di 102 euro), mentre quella del gas aumenta di 159 euro (+220%, per un totale di 290 euro) sempre confrontando la spesa con quella dell’anno scorso.  Per chi è invece passato al mercato libero, gli aumenti sono più contenuti, riuscendo a “risparmiare” sul rincaro generale 45,5 euro sulla bolletta della luce e a 32 euro su quella del gas.

Sono costi importanti, che impattano su milioni di italiani: prima della pandemia appena l’11% degli occupati lavorava da remoto, mentre nel 2021 i lavoratori agili sono saliti al 32,5%.

=> Bonus Energia e Gas: come ottenere lo sconto in bolletta

Gli smart worker in Italia

Secondo rilevazioni INAPP (Istituto Nazionale per l’Analisi delle Politiche pubbliche), prima della pandemia erano 2.458.210 gli occupati in smart working, passati a 7.262.999 nel 2021. Quasi il 50% è impegnato in modalità agile da 3 a 5 giorni a settimana.

Lo scenario 2022 potrebbe mantenere questi trend almeno per l’intero primo semestre, anche in considerazione delle regole Covid che rendono più difficile gestire il lavoro in presenza. Ad ogni modo, la fine dello stato di emergenza da Coronavirus fissato al 31 marzo 2022 dovrebbe significare un ritorno alle procedure ordinarie di sottoscrizione degli accordi di Smart Working.

Vero è che nel 2021, molti lavoratori agili hanno lavorato da casa su base fiduciaria: il 16,5% è rientrato in un accordo collettivo e il 14,3% ha firmato un accordo individuale ma il 37% non ha mai formalizzato il lavoro agile, continuando a lavorare da casa in via informale.