Gestione sicura dei dati: piccole imprese bocciate

di Alessandro Vinciarelli

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Le strategie e gli strumenti informatici per la gestione sicura delle informazioni sembrano non essere compresi pienamente dalle piccole imprese, le più indisciplinate secondo Trend Micro

Prendendo in esame il comportamento di un panel di utenti business, di cui la metà operanti in una Pmi, si evince come le abitudini meno sicure e quindi più rischiose – in termini di tutela di reti e dati critici – si individuano più frequentemente fra gli utilizzatori provenienti da piccole imprese.

Questo è quanto emerso da una recente ricerca effettuata da Trend Micro su un campione internazionale di utenti in relazione alle modalità di approccio alle più comuni applicazioni web: acquisti online, frequentazione di social networks, download di file eseguibili (con percentuali a due cifre, anche in ufficio), consultazione di Webmail, ecc.

Non solo i comportamenti sono risultati “indisciplinati”, ma addirittura meno del 50% degli utenti Pmi ha dichiarato di disporre di una sezione aziendale IT che possa contrastare il fenomeno delle minacce informatiche dall’interno.

I dati sono in controtendenza con la diffusione degli strumenti informatici online disponibili sul mercato, che coprono la quasi totalità delle abitudini di un utente medio di fronte ad un pc, soprattuto in ambienti business. Niente scusanti, quindi.

Inoltre, a peggiorare la situazione si nota come, in tutti i Paesi presi in esame, le piccole imprese offrano più resistenza nell’implementare policy preventive. Addirittura, solo il 33% degli utenti aziendali provenienti da piccole realtà ha ammesso di conoscere quali siano da ritenersi “informazioni riservate“, rispetto al 46% registrato presso aziende di dimensioni maggiori.