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Al palo gli incentivi al Digitale per le PMI

di Alessandro Longo

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In ritardo di due mesi gli incentivi alle PMI previsti dal Destinazione Italia per investire nel Digitale ed in Ricerca e Sviluppo: il Governo non ha ancora trovato la copertura.

Il Governo non ha ancora trovato la copertura per gli incentivi alle PMI previsti dal “Destinazione Italia” per investimenti nel Digitale ed in Ricerca e Sviluppo, almeno a quanto può apprendere il nostro sito PMI.it dai tecnici del Ministero dello Sviluppo Economico. Siamo già in ritardo già di due mesi rispetto alla roadmap stabilita a febbraio (quando è stato approvato il decreto che ha stabilito gli incentivi). In realtà, questo dei fondi è un problema che attanaglia tutta l’Agenda Digitale e che verrà al pettine già da luglio su vari fronti, tra cui il più serio riguarda le reti banda ultra larga – su cui Governo e Regioni dovranno analizzare i piani entro il 22 luglio.

=> I ritardi sulla roadmap degli incentivi alle imprese per il Digitale

«Per erogare gli incentivi alle Pmi sono da fare tre decreti attuativi, già pronti ma in attesa da mesi di una delibera Cipe per risolvere il problema della copertura», spiega al nostro sito Carlo Sappino, dirigente generale dello Sviluppo Economico, area incentivi alle imprese. Corrispondono ai tre diversi tipi di incentivi previsti da Destinazione Italia. Ricordiamoli.

Gli incentivi attesi

  • Primo: voucher per un massimo di 100 milioni di euro a livello nazionale, per PMI che acquistano “softwarehardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, la connettività a banda larga e ultralarga” (compresa quella satellitare). “I voucher potranno altresì finanziare la formazione qualificata, nel campo ICT, del personale delle suddette piccole e medie imprese”.
  • Secondo, un credito d’imposta riconosciuto a PMI o consorzi di PMI che fanno interventi su reti fisse o mobili volti a garantire connessioni da 30 Megabit in su. Il credito è pari al 65%degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo di 20mila euro e nella misura massima complessiva di 50 milioni di euro.
  • Terzo: credito d’imposta in Ricerca e Sviluppo pari al 50% della spesa fino a 2,5 milioni per ogni impresa, con un plafond di 600 milioni per il triennio 2014-2016.

La copertura indicata è con i fondi strutturali europei 2014-2020, Fondi nazionali, Sviluppo e Coesione e il Fondo di Rotazione (di cui alla legge 183/1987). I primi due sono però sbilanciati fortemente a favore del Sud, quindi ne emergono problemi di copertura per il Centro-Nord.

«La questione riguarda soprattutto per il Centro-Nord; in realtà il Cipe deve deliberare la copertura anche per il Sud», spiega Sappino. «Potremmo risolvere in un mese e mezzo. Una possibilità è mettere la copertura direttamente nel decreto», aggiunge.

Il Governo Renzi sta cercando di accelerare – promette di farlo – sull’Agenda Digitale ma si deve scontrare ora con la questione fondi. Gli 1,8 miliardi di euro europei per l’Agenda (da raddoppiare con il cofinanziamento nazionale) sono insufficienti per colmare i ritardi dell’Italia sulla copertura banda ultra larga, come evidenzia anche Infratel, la società (inhouse di Sviluppo economico) che si occupa di questo piano.

=> Fondi UE per PMI e Digitale: coperta troppo corta

È stato un errore del Governo Letta non prevedere abbastanza risorse – come la stessa Commissione europea ha poi evidenziato bocciando il piano italiano in prima battuta – e ora toccherà a Renzi rimediare.

=> Agenda Digitale in ritardo: le mosse attese da Renzi

La coperta rischia di essere corta su vari fronti dell’Agenda, per esempio sulla Giustizia digitale. Oggi è partito il processo civile telematico ma i magistrati lamentano una fornitura hardware e di connettività insufficiente. Bisognerà vedere come il Governo si tirerà d’impaccio, con uno sforzo economico straordinario ma necessario per evitare ulteriori pasticci sul cammino del digitale.