Ridurre la pirateria apre nuovi posti di lavoro, lo assicura una studio

di Giuseppe Cutrone

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Ridurre la pirateria digitale ha delle ricadute positive sui bilanci delle aziende e, di conseguenza, sulla creazione di nuovi posti di lavoro.

Una tesi ampiamente dibattuta e fortemente sostenuta dai grandi gruppi che operano nel settore IT e che oggi, grazie ad uno studio di IDS e BSA chiamato “The Economic Benefits of Reducing Software Piracy”, trova ulteriori motivi di validità.

In particolare, lo studio cerca di capire quanto un calo della pirateria in Italia possa incidere su economia e occupazione in un determinato arco di tempo. Se, ad esempio, il mercato del software pirata calasse del 10% in due anni, le conseguenze consisterebbero nel riuscire ad avere un incremento per il settore pari al 37%.

Un rapido calcolo consente quindi, traducendo il tutto in termini occupazionali, ottenere ben 7.538 posti di lavoro entro quattro anni, con 3,6 miliardi di entrate in più per le aziende e 1,2 miliardi di entrate nelle casse dello stato.

Si aprirebbe un vero e proprio circolo virtuoso che vedrebbe benefici un po’ per tutta la catena produttiva e per quella distributiva, confermando con le cifre quanto in realtà appare scontato in ragione dell’aumento di spesa che si avrebbe rispetto all’abitudine di utilizzare software pirata.