inPrivate non protegge come dovrebbe?

di Gianluca Rini

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Vi avevo parlato qualche giorno fa della nuova funzionalità presente già a partire dalla seconda beta di Internet Explorer 8, la modalità inPrivate che consente ad un utente di evitare di memorizzare la cronologia dei siti visitati, i cookie, i moduli e tutte quelle informazioni sensibili che non vorremmo mai che qualcuno vedesse.

Non è passato molto tempo che già corrono sulla rete dubbi e polemiche su questa nuova modalità di sicurezza del browser di Microsoft, che secondo molti non è abbastanza sicura e addirittura non servirebbe a nulla se non a darci una vana speranza e l’illusione che Internet Explorer 8 sia più sicuro di altri browser concorrenti.

Una ricerca effettuata dalla società di sicurezza informatica olandese FoxIT, assieme alla testata giornalistica olandese Webwereld, è riuscita a spiegare che gli strumenti di un informatico legale possono passare facilmente oltre questa protezione, perché analizzano tutte le tracce che sono presenti nella cronologia o nella cache del browser, tracce che comunque esistono anche se la funzionalità cancella automaticamente i dati salvati dal programma.

Gli esperti di FoxIT hanno concluso la ricerca affermando che

l’opzione di privacy presente nella versione beta 2 di Internet Explorer 8 è più cosmetica che altro…

Sostanzialmente, dicono, non è cambiato molto in meglio e le nuove funzionalità introdotte a favore della privacy e della protezione dei dati personali non riescono a spingere il browser di Microsoft ad un gradino più alto nella classifica dei migliori browser.

Microsoft si difende da queste frasi affermando di aver voluto questa nuova caratteristica in IE8 per evitare che più utenti che utilizzano lo stesso computer possano vedere senza sforzo i siti visitati da altri e non per evitare che un esperto di informatica legale o le forze dell’ordine, autorizzate a farlo, possano accedere ai dati degli utenti con gli strumenti più appropriati.