Come seguire le tracce di una persona…

di Alessandro Vinciarelli

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Quante volte cercando le informazioni più svariate si incappa in dati personali di qualcuno che neanche conosciamo. Certamente nella maggior parte delle circostanze i dati sensibili non sono carte di credito o cartelle cliniche ma nome, cognome, data di nascita, istruzione e voti scolastici, tipo di lavoro, curriculum vitae.

Queste ed altre informazioni vengono infatti lasciate, più o meno volutamente, in giro per il Web e a piena disposizione di qualsiasi altra persona che ne voglia usufruire.

Ricordiamo che non necessariamente le nostre informazioni personali vengono utilizzate dai cracker per portare a termine raggiri o truffe on-line, ma al contrario, spesso vengono spese in sondaggi e trend. Praticamente tra la moltitudine dei dati regalati al Web c’è chi si diverte (o ci guadagna sopra) a compilare delle statistiche e magari a rivenderle a terzi.

Questo per dire che se non si presta attenzione, oppure se il sito nel quale inseriamo i nostri dati non segue particolari policy di sicurezza, chiunque può sapere tutto di noi.

Inoltre sul Web si possono trovare una quantità spropositata di strumenti di ricerca di dati personali, soprattutto se la persona target è di nazionalità Americana dove, si sa, l’utilizzo di siti di social networking è ancora più sviluppato che da noi.

Tra i siti interessanti, da visionare per rendersi conto di quanto la vita di ognuno di noi possa essere condivisa, c’è lifehacker che ci mostra come tracciare qualsiasi persona sul Web.

Al di là di Google, infatti, che già di per sé è una gran fonte di informazioni (avete mai provato a
scrivere il vostro nome nel campo delle ricerche?), esistono differenti siti dai quali si possono reperire numerosi parametri.

Un esempio è quello dei siti di incontri e comunicazioni, dove milioni di persone lasciano i propri dati. Solo come esempio evidenziamo il sito Wink, dove è possibile ricercare informazioni in un’unica soluzione da differenti social site come Friendster, LinkedIn, MySpace, Twitter o Xanga.

Questi e altri esempi sono disponibile sulla rete e nel suddetto articolo di lifehacker.

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