Comunicare online senza discriminazioni

di Rossella Bianco

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L'e-government è un'arma formidabile per la PA ma è necessario tenere in massima considerazione il pubblico a cui ci si rivolge, i particolare le fasce di utenza più "deboli"

Tra i vari progetti realizzati al fine di ridurre la discriminazione digitale, molto importate è stata la realizzazione del sito Pubbliaccesso con l’obiettivo -tra l’altro- di fornire collaborazione alle amministrazioni che ne fanno richiesta e suggerire soluzioni in riferimento alle questioni riguardanti gli utenti diversamente abili.

Inoltre, nel 2003 è stata designata una Commissione Interministeriale permanente per l’impiego delle tecnologie ICT per le categorie deboli e svantaggiate che ha prodotto un libro bianco intitolato “Tecnologie per la disabilità: una società senza esclusi”, in cui per la prima volta nel nostro Paese è stata accuratamente esaminata la relazione tra disabili e nuove tecnologie.

Lo sviluppo economico e sociale conseguito da un Paese è da ricondursi anche all’accesso alle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione: la semplice divulgazione di informazioni sul Web da parte delle amministrazioni pubbliche non è tuttavia sufficiente a garantire un accesso globale. Qualsiasi persona in qualsivoglia parte del mondo dovrebbe invece poter godere delle nuove opportunità digitali e poter usufruire delle possibilità provenienti dalla Società dell’Informazione.

I governi dei Paesi del G8, nel corso del vertice di Okinawa, hanno istituito la Digital Opportunity Task Force (DOT Force) con l’obiettivo di ridurre il divario digitale e di dare impulso alla diffusione della Società dell’Informazione anche nei Paesi in via di sviluppo.

È quindi doveroso, da parte dei governi centrali e locali, intervenire per fare in modo che molti Paesi e diverse aree al loro interno non siano esclusi dalla Società dell’Informazione.

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