Tecnologia sul lavoro: troppa resistenza al cambiamento

di Chiara Basciano

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La tecnologia cambia il mondo del lavoro ma i dipendenti d'azienda non sembrano pronti: tra timori e opportunità, ecco il mood dei manager.

Secondo l’indagine condotta da K&L Gates Legal Observatory, presentata in occasione del convegno Le nuove tecnologie al servizio dell’impresa, il 59% dei manager intervistati non considera i propri lavoratori pronti ad affrontare le nuove sfide tecnologiche. Il panorama appare alquanto complesso:

  • il 24% ritiene che ci sia una resistenza culturale nei confronti del cambiamento,
  • il 35% nota un atteggiamento poco convinto nei confronti della tecnologia,
  • il 21% si mostra moderatamente ottimista nei confronti degli investimenti che le aziende hanno pianificato in campo tecnologico,
  • il 18% non si mostra preoccupato e dice di aver potuto constatare un atteggiamento positivo dei lavoratori.

Tra le preoccupazioni maggiori si segnalano la riorganizzazione strutturale, per il 34% e la formazione delle risorse, per il 29%.

Ma l’introduzione della tecnologia, se ben gestita, è anche un’opportunità di crescita per i lavoratori, come sottolinea Roberto Podda, Partner dello Studio K&L Gates e responsabile del dipartimento di diritto del lavoro

Emergono nuove istanze ed urgenze dal mondo del lavoro, direttamente indotte dall’impatto delle nuove tecnologie sul ruolo dei lavoratori e sul rapporto tra costoro e i datori di lavoro e committenti, decisamente più liquido e discontinuo rispetto al passato.

Il legislatore è quindi chiamato ad accompagnare questo cambiamento, proponendo l’adozione di strumenti al passo con i tempi, che superino l’ormai stantio dibattito tra lavoro subordinato ed autonomo e che evitino il deflagrare di un nuovo conflitto sociale 4.0 che sarebbe difficilmente governabile.