GroupOn acquisisce Citydeal. Prende piede l’ecommerce geolocalizzato

di Andrea Boscaro

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L'acquisizione dell'operatore tedesco da parte del colosso americano dimostra la crescita di questo mercato

Uno dei messaggi più chiari che l’utenza Internet sta trasmettendo ai manager – sia a quelli più attivi sui new media sia a quelli che ancora vi si stanno avvicinando – è la disponibilità ad esperienze di acquisto del tutto integrate, per cui l’e-commerce rinforza la presenza commerciale sul territorio, le aste aggiungono il gusto del gioco al puro consumo, i club di vendite private fanno leva sull’acquisto di impulso e sul loro senso di esclusività in un contesto in cui tutto diviene social e, per questo, virale.

Insomma l’e-commerce – in tutte le sue sfaccettature, con pagamento online o con un il semplice ordine sulla Rete per poi ritirare il bene presso il punto di vendita fisico – non è più visto in alternativa all’info-commerce (al Web cioè nella sua valenza prevalentemente informativa e comparativa di prodotti e servizi), ma ne è una delle dimensioni, seppur certamente la più promettente e in crescita.

Un’altra di queste dimensioni è però l’acquisto online geolocalizzato che vede il suo maggior esponente nell’americano GroupOn e in Europa nell’azienda che quest’ultimo ha recentemente acquisito, la tedesca Citydeal. L’e-commerce geolocalizzato consente ad un’impresa – ed in particolare ad operatori dell’hospitality e dell’entertainment – di raggiungere utenti aggregati in gruppi di acquisto  -aggregati attraverso queste piattaforme di couponing avanzato- e di offrire loro, a patto che venga raggiunta una certa massa critica, forti incentivi a recarsi nel locale, nella spa, nella palestra.

Un modello eccellente e win-win per fare in-store promotion e per destagionalizzare l’afflusso di clienti oltre che stabilire uno strumento di customer acquisition particolarmente indicato per chi saprà farvi seguito con l’offerta di un’esperienza di acquisto soddisfacente.

Il modello di Citydeal e di GroupOn ricorda gli originali gruppi di acquisto online che, emersi durante la bolla, sono poi rimasti attivi solo nell’ambito di markeplace B2B e che ben rappresentano quel valore aggiunto che Internet costituisce per il commercio. La SDA Bocconi, in una importante ricerca di due anni fa, ha quantificato nel 31% del totale degli acquisti online quell’importo che, se il prodotto non fosse stato disponibile sulla Rete, non sarebbe stato realizzato.

Da quel lontano maggio 2008 sono però poi esplosi i club outlet, stanno diffondendosi gli operatori come Citydeal e soprattutto sta prendendo il mobile commerce presso quei 10 milioni di italiani che usano il cellulare per navigare e che fonda la sua efficacia proprio sulla promozione. Modelli nuovi che porteranno ancor più i new media a rappresentare non solo un canale di distribuzione, ma anche un modo per applicare le regole del below-the-line per il manager che voglia portare l’innovazione all’interno della sua azienda e nel perimetro del suo mercato.

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