Bce: ecco le misure per uscire dalla crisi

di Andrea Barbieri Carones

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Dalla Bce arrivano suggerimenti su come arginare la crisi nell'area Euro: dare licenza bancaria al Fondo Salva Stati.

Un’intervista che il banchiere centrale austriaco, Ewald Nowotny, ha rilasciato a Bloomberg ha fatto il giro d’Europa in pochi minuti. Questo che è anche membro del consiglio direttivo della Bce ha suggerito di fornire la licenza bancaria al Fondo Salva Stati, in modo che “potrebbe finanziarsi presso Eurotower in maniera illimitata incrementando così la propria efficacia di intervento per stabilizzare la Moneta Unica“.

Il banchiere ha speigato che “i tassi di inflazione scenderanno nel corso dell’anno anche se non ci sarà una deflazione”. Insomma: il Fondo Salva Stati (o ESM) potrebbe aiutare il continente a uscire da una crisi che dura da troppo tempo e che ha visto terribilmente indebolirsi tutti i Paesi che hanno adottato l’Euro, a iniziare da Grecia e Spagna, con il pericolo che lo tsunami del default arrivi anche in Italia.

La licenza bancaria permetterebbe al Fondo Salva Stati di utilizzare il denaro presente nelle casse della Banca Centrale Europea, intervenendo in maniera chirurgica nel cuore del mercato costituendo così una vera e propria struttura “armata” politica ed economica allo stesso tempo che affiancherebbe gli Stati in occasione dei tentativi di risanamento.

“Per dare corpo a questo soggetto – continua Ewald Nowotny – serve il via libera del Consiglio d’Europa in modo da poter partire già a settembre, visto che la crisi non aspetta”. Intanto, però, per fare entrare in vigore l’ESM occorre una sentenza della Corte costituzionale tedesca, che probabilmente arriverà solo a metà settembre. Nel frattempo, Paesi come Italia e Spagna combattono contro un forte innalzamento dei tassi di interesse sui titoli di Stato, che aumentano il debito. Appena oltre le alpi, Paesi come Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo possono permettersi di ricorrere a finanziamenti del proprio debito a tassi praticamente vicini allo zero.

Nel frattempo, tutto pare rimandato al 2 agosto, quando si terrà il consiglio dei governatori delle banche centrali, che sotto la presidenza di Mario Draghi potrebbero accogliere la propsota del loro collega austriaco. E’ stato proprio il numero uno della Bce a lanciare dei segnali confortanti riguardo l’Eurozona, affermando che “i paesi con la Moneta Unica sono molto più forti di quanto si pensi. Tuttavia l’istituzione che presiedo è pronta a inervenire facendo tutto quanto c’è da fare per salvare l’Euro”.

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