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Riforma Ordine Giornalisti: cosa cambia

di Redazione PMI.it

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Le linee guida della proposta di riforma dell’Ordine dei giornalisti inoltrate al Governo: tutte le novità.

Dall’istituzione di un albo professionale unico all’abolizione del praticantato, dall’introduzione di maggiori controlli per chi richiede l’iscrizione all’elenco dei pubblicisti al superamento del limite relativo all’esclusività della professione. Questi i contenuti principali delle linee guida per la Riforma dell’Ordine dei Giornalisti approvata dal Consiglio Nazionale, proposta da inoltrare al Governo per ottenere la trasformazione in legge.

Le linee guida prevedono anche il cambio del nome in Ordine del giornalismo e mirano a introdurre nuove regole per l’accesso all’albo, sia per i professionisti sia per i pubblicisti: nel primo caso occorrerà la laurea almeno triennale e la frequenza di un corso annuale di pratica, nel secondo sarà necessario essere laureati e aver completato un percorso biennale caratterizzato dallo svolgimento di attività giornalistica retribuita – previa presentazione di una certificazione del direttore responsabile e l’iscrizione a un ente previdenziale -, verificato ogni sei mesi tenendo conto della documentazione contabile dei pagamenti ricevuti e dei cosi formativi organizzati dall’Ordine.

 A un anno dall’insediamento abbiamo fatto la nostra parte mandando le linee guida per la riforma dell’Ordine al Dipartimento per l’editoria: ora dobbiamo aspettare la risposta di governo e parlamento – spiega Carlo Verna, presidente dell’Odg nazionale -, abbiamo cambiato il nome in Ordine del Giornalismo perché resta centrale il diritto a essere informati: noi siamo un presidio a garanzia del cittadino. Vanno riformati la funzione deontologica dell’Ordine e l’accesso alla professione, perché i luoghi di lavoro che un tempo erano navi scuola non ci sono più e noi vogliamo evitare ogni sfruttamento”

Con l’introduzione dell’Albo unico, infine, potrebbe essere definitivamente superato il concetto di esclusività professionale che coinvolge attualmente i giornalisti professionisti, pertanto tutti gli iscritti potranno svolgere più attività purché non in conflitto di interessi con la professione giornalistica.