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Professioni non ordinistiche in crescita

di Barbara Weisz

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Aumento del 50% dei professionisti senza albo: quali sono le professioni non ordinistiche più gettonate, reddito medio, ricchezza prodotta, fotografia Confcommercio.

Le professioni hanno resistito alla crisi, con una crescita attribuibile al piccolo boom (+49%) di quelle non ordinistiche, dai consulenti ai designer, dagli amministratori di condominio ai wedding planner. I settori più attivi? Gli ambiti tecnico-scientifici e quelli sanitari e assistenziali. I dati sono dell’Ufficio Studi di Confcommercio , nel report “Riavviare la crescita: il ruolo delle professioni nel terziario di mercato“.

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Il numero dei professionisti nel 2014 supera 1,2 milioni, salendo dal 2008 di 130mila unità, pari al 5,8% dell’occupazione italiana. L’85% di questa crescita è imputabile alle professioni non ordinistiche (340mila lavoratori).

Il reddito complessivo prodotto è salito di quasi il 16%, passando dai 4,9 miliardi del 2008 ai 5,6 miliardi del 2014, in un periodo in cui il reddito da lavoro e impresa ha accusato una flessione di oltre sei punti percentuali. Il reddito individuale è intorno ai 38mila euro, ma c’è una grande differenza fra professioni ordinistiche e non : nel primo caso, il reddito medio pro capite è di 45mila euro, nel secondo intorno ai 16mila600 euro, circa un terzo di quello dei professionisti ordinistici e oltre quattro volte inferiore a quello medio di impresa.

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Ecco la fotografia delle professioni non ordinistiche, che per oltre il 99% si concentrano nei servizi: il 53% (180mila persone) è attivo nel comparto Attività professionali, scientifiche e tecniche (studi commerciali, tributaristi, revisori contabili, consulenti, grafici e illustratori) seguito da Sanità e assistenza sociale (15,3%) e da Servizi di informazione e comunicazione (7,7%). In termini relativi, il maggior incremento (+78%) riguarda Sanità e assistenza sociale.

Sotto il profilo dei redditi individuali il primato spetta alle Attività immobiliari, con quasi 21mila euro pro capite nel 2014, seguite da informazione e comunicazione (20mila euro), attività professionali, scientifiche e tecniche (18.300 euro), noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (15mila euro).