Crisi dell’editoria

di Rosanna Marchegiani

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L'editoria è in crisi ormai da tempo: l'ulteriore licenziamento di giornalisti da parte del New York Time, dopo quelli effettuati lo scorso anno, ne è l'ennesimo segnale. Le cause principali di tale crisi sono da ricercare nel crollo delle vendite e della raccolta pubblicitaria

L’ennesimo segnale di crisi dal mondo dell’editoria arriva dal New York Time che annuncia il licenziamento di altri 100 giornalisti entro la fine dell’anno che va ad aggiungersi a quelli già effettuati lo scorso anno.

Gannett, uno dei principali editori statunitensi, con circa 950 quotidiani in USA e 200 testate britanniche controllate attraverso il Newsquest Media Group, afferma che nel terzo trimestre del 2009 gli introiti pubblicitari dei quotidiani sono scesi del 26% negli Stati Uniti e del 28,7% nel Regno Unito.

Sicuramente non migliore è la situazione italiana. Il gruppo Rcs ha annunciato nei primi di luglio un taglio dei costi di 140 milioni di euro. Il Sole 24 Ore prevede per il prossimo biennio una riduzione di 200 posti di lavoro.

L’editoria è certamente un settore particolarmente colpito dalla crisi economica. I giornali hanno sempre legato gran parte del loro sostentamento alla raccolta pubblicitaria. Il crollo di quest’ultima associata al crollo delle vendite hanno costituito i due fattori principali di una difficoltà che si sta manifestando in modo molto grave.

A ridurre le vendite dei quotidiani ha contribuito sicuramente la grande diffusione delle notizie online. La larga disponibilità di informazioni su internet, in tempo reale e a costo zero, ha spinto i lettori a ricercare sempre più le notizie in rete creando a volte una competizione interna allo stesso giornale tra la versione cartacea e quella elettronica.

I giovani sono i primi a mostrare una disaffezione verso il quotidiano di carta. D’altra parte su internet la notizia arriva tempestivamente  e può essere pubblicata su larga scala a costi estremamente contenuti. La presenza in rete di aggregatori di notizie, che si limitano a riportare poche righe relative alle informazione in questione e a rimandare alla fonte per una lettura completa dell’articolo, aggrava ulteriormente tale situazione.

Proprio questa, però, potrebbe essere la chiave di differenziazione tra quotidiani on line e cartacei: una diversificazione basata sul confezionamento della notizia. I primi sono sicuramente più adatti a fornire la semplice notizia, mentre i secondi si adattano maggiormente ad un suo approfondimento, ad un commento e ad una lettura meno frugale.

Intanto, di fronte alla crisi, ci si industria come si può. In Francia, ad esempio, è nata ai primi di ottobre l’iniziativa “Mia Carta Stampa”, una carta prepagata che permette di comprare in edicola uno degli otto quotidiani nazionali che hanno aderito all’iniziativa, con degli sconti che vanno dal 17 al 25%.

Un modo, questo, per coniugare i vantaggi per l’editore dell’abbonamento, con la possibilità per il cliente di scegliere il giornale da acquistare.

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