Le carte di credito revolving

di Rosanna Marchegiani

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Le carte di credito revolving presentano caratteristiche simili rispetto alle normali carte di credito, ma prevedono anche un affidamento, cioè un prestito concesso al titolare che dovrà rimborsare le somme utilizzate in rate mensili comprensive di interessi

Era il 1950 quando Diners Club Inc introdusse la prima carta di credito. Oggi tutti, o quasi, ne abbiamo almeno una nel portafoglio: si stima che in Italia ne circolino ben 27 milioni anche se ad essere effettivamente utilizzate sono solo poco più della metà.

Anche le varietà di carte in circolazione sono aumentate. Alla carta di credito classica, detta anche carta di credito a saldo, che permette l’addebito di tutti gli importi spesi nel corso del mese in un’unica soluzione, in genere entro la metà del mese successivo, si affiancano oggi le cosiddette carte di credito revolving che negli anni più recenti hanno avuto un grossissimo sviluppo nel nostro paese come nella maggior parte dei paesi più sviluppati.

Questa carta presenta caratteristiche simili rispetto ad una normale carta di credito, ma prevede anche un affidamento, cioè un prestito concesso al titolare, che potrà utilizzare la somma messa a sua disposizione come meglio crede: in acquisti di beni e servizi o prelevando denaro contante o richiedendo tutto l’importo in un’unica soluzione.

In molti casi, l’emittente fissa un importo massimo prelevabile nel corso della giornata: anche in questo caso, però, in genere si può richiedere ed ottenere l’intero fido nell’arco di pochi giorni. Altra importante differenza, rispetto alle normali carte di credito, è che il saldo di fine mese può essere rimborsato a rate, il cui importo è normalmente deciso tra titolare della carta e banca o istituto finanziario. Il cliente, in genere, può decidere se rimborsare di più rispetto all’importo minimo prefissato.

La rata mensile da versare serve sia a rimborsare le somme utilizzate, in modo da ricostituire il credito iniziale, che a pagare gli interessi sugli importi impiegati.

L’emittente può chiedere il pagamento di una quota fissa annua, come accade per le carte di debito, anche se, molto spesso, esse vengono acquisite gratis, senza pagamento di una quota associativa.

Molte banche e istituti finanziari offrono, al titolare della carta, la possibilità di stipulare una  assicurazione che provveda al pagamento delle rate in caso di perdita di lavoro, invalidità, decesso o per altre cause.

A prima vista potrebbe sembrare che le carte revolving presentino molti vantaggi. Bisogna però fare attenzione al tasso di interessi applicato che, secondo BankItalia, si aggira in media intorno al 10% e in alcuni casi arriva addirittura a superare il 17 % (dati provenienti da un’indagine Parlamentare sul credito al consumo in Italia condotta dalla Commissione Finanze della Camera e da BanKitalia).

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