Strauss-Kahn si dimette, al via la corsa alla successione

di Noemi Ricci

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Strauss-Kahn si dimette dalla Fmi, ma ribadendo la propria innocenza. Intanto si aprono le candidature alla successione: Europa o Paesi Emergenti?

Dominique Strauss-Kahn ha rasegnato ufficialmente le proprie dimissioni dalla guida del Fmi, cogliendo l’invito che era arrivato dall’amministrazione Obama ed in particolare dal segretario del Tesoro Usa, Timothy Geithner. L’organismo internazionale ha diffuso oggi la lettera in cui si legge «È con infinita tristezza che oggi mi sento costretto a presentare al Consiglio Esecutivo le dimissioni dal mio incarico di direttore operativo del Fondo», ma «voglio affermare che nego con la massima fermezza ogni accusa mossa nei miei confronti» ma ora quello che fino a poco tempo fa veniva ritenuto tra i preferiti per le presidenziali francesi del 2012 dichiara «voglio dedicare tutte le mie forze, tutto il mio tempo e tutta la mia energia a dimostrare la mia innoceza» e in più «voglio proteggere questa istituzione che ho servito con onore e dedizione».

E per ora sarà John Lypskya ricoprire il ruolo di direttore generale del Fondo Monetario Internazionale al posto di Strauss-Kahn che, lo ricordiamo, è stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Rikers Island perché accusato di aver abusato sessualmente di una cameriera trentaduenne in un hotel di New York.

E ora è toto-candidati, si è infatti aperta ufficialmente la corsa alla successione di Strauss-Kahn alla guida del Fmi. Da quando è stata costituita l’istituzione (1945) ha sempre avuto alla guida un europeo ma ora ci sono Paesi emergenti come Cina, Giappone e Sudafrica, che reclamano un rappresentante che dia rilievo al loro ruolo all’interno del Fmi. In particolare dalla Cina spunta il nome di Zhu Min, consigliere speciale dello stesso Strauss-Kahn.

A far sentire la propria voce c’è in prima linea il ministro degli esteri cinese Jiang Yu, auspicando che  la decisione venga presa secondo «criteri di merito, trasparenza ed equilibrio» sottolineando che sarebbe opportuno che «i paesi emergenti siano rappresentati ai massimi livelli dell’istituzione monetaria». Sulla stessa linea di pensiero anche il ministro delle Finanze giapponese Yoshihiko Noda e quello del Messico.

Per il Cancelliere tedesco Angela Merkel, anche se esistono buone ragioni per riconoscere ai Paesi emergenti il diritto ad assumere la guida del Fondo, sarebbe  avere un candidato europeo in questo momento è cruciale, alla luce della crisi del debito nell’eurozona. In più la Merkel sottolinea che la decisione deve essere presa al più presto. Per il ministro dell’Economia francese, Christine Lagarde sarebbe il candidato perfetto per il Fondo monetario, ma non molto probabile che la Francia mantenga il posto.

Tornando al caso Strauss-Kahn, oggi i suoi legali presenteranno una seconda richiesta di scarcerazione proponendo una cauzione di 1 milione di dollari in contanti, cercando di ottenere i domiciliari almeno fino al giorno del processo.