La vecchia Alitalia mette all’asta degli immobili

di Rosaria Di Prata

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Mentre la vecchia Alitalia mette all'asta degli immobili, la nuova chiude la trimestrale in utile. Intanto, arriva la cig per alcuni dipendenti.

Gli investitori internazionali sono avvertiti: Alitalia amministrazione controllata (la società messa in liquidazione nel settembre 2008) metterà all’asta degli immobili di sua proprietà. A renderlo noto è stata direttamente una inserzione pubblicitaria apparsa sul Financial Times in cui si spiega che tali strutture sono situate a Roma, vicino a Milano e a Barcellona.

Il vecchio vettore, dunque, punta a fare cassa mentre la nuova compagnia nata a inizio 2009 sotto la guida di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli rende noto che il terzo trimestre del 2011 ha portato risultati positivi, che saranno analizzati dai vertici della compagnia il prossimo 26 ottobre.

Fra gli immobili o le proprietà messi all’asta c’è l’Hangar 7 presso l’aeroporto di Roma Fiumicino con un prezzo base di 13,2 milioni di Euro, cui si aggiunge l’ex sede dell’azienda nella zona di via della Magliana a Roma e un terreno con l’officina motori (valore 17,13 milioni). Nel comune di Sesto San Giovanni – confinante con Milano – c’è invece un  fabbricato intero da 5,2 milioni e una parte di un altro del valore di 3,4 milioni. All’asta, infine, un appartamento nel centro di Barcellona del valore teorico di quasi 700 milioni.

Alitalia amministrazione controllata invita chi fosse interessato a visitare il sito internet dell’azienda e a presentare le manifestazioni di interesse entro il 15 dicembre prossimo. Dopodiché vi sarà un periodo di circa 2 mesi per valutare tutte le offerte. “La cessione – recita una nota dei 3 commissari incaricati delle transazioni – sarà effettuata sulla base del prezzo più alto purché non sia inferiore al valore della perizia”.

I dati del terzo trimestre del 2011, come detto, hanno portato risultati positivi che potrebbero concorrere ad avvicinare il vettore aereo a livello di margine operativo. I 7,6 milioni di passeggeri trasportati nei mesi luglio, agosto e settembre rappresentano un +8% rispetto allo scorso anno mentre i ricavi sono cresciuti dell’11%, grazie soprattutto al traffico interncontinentale e a quello internazionale verso nord Africa e medio Oriente. Particolarmente positivo il risultato di AirOne che nel solo mese di settembre ha segnato un +33% rispetto a 1 anno prima, grazie soprattutto alla base di Milano Malpensa che ha segnato +21%.

Alitalia, intanto, ha reso noto la necessità di trasferire 50 fra i suoi 1.200 manutentori da Roma a Milano Linate, dove si vuole creare una base dopo l’acquisto di alcuni jet regionali Embraer da far volare sul medio e corto raggio. Per questo si è aperta una trattavia coi sindacati, visto che lo spostamento avverrebbe su base volontaria e dietro un incentivo economico. Se non si trovassero i volontari, l’azienda sarebbe costretta a “pescare” tra i cassintegrati, con un aggravio di spesa.

Intanto, sembra che lo status di cassintegrato non dispiaccia ad alcuni dipendenti della compagnia: a fronte di circa 700 nuove unità da far rientrare in questa categoria (a zero ore), ci sono state quasi 900 richieste. In fondo, stare a casa per un periodo che può arrivare a 4 anni cui se ne aggiungono 3 di mobilità fa gola a molti, visto che ciascuno riceverebbe una retribuzione pari all’80% dello stipendio percepito che sarebbe in minima parte coperto da Alitalia e per la maggior parte da tutti i contribuenti. Molti dei quali storgono il naso.

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