La pausa pranzo? In ufficio, lavorando al pc

di Andrea Barbieri Carones

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Un sondaggio mostra che il 30% dei lavoratori passa l'ora di pausa pranzo in ufficio, mangiando uno spuntino portato da casa. E intanto lavora al pc.

Dove passano la pausa pranzo i dipendenti delle aziende italiane? Quanto tempo ci si dedica? Purtroppo ristoranti, bar di lusso o tavole calde non sono per tutti, visto che la maggioranza (relativa) rimane seduta alla scrivania col pc davanti rigorosamente acceso. A dirlo è un sondaggio effettuato su circa 400 utenti del sito di recruitment on line, InfoJobs.it, che ne ha indagato le abitudini durante il (meritato) break dal lavoro.

La cosa che più accomuna la maggioranza degli intervistati, il 58%, è che il tempo della pausa è di un’ora. C’è poi un 14% che dichiara, addirittura, di avere a disposizione solamente mezz’ora per il pasto, mentre un 12% di fortunati, ammette di non avere orari fissi, ma gestisce in autonomia il proprio break adattandolo alle esigenze del momento. L’11% interrompe le proprie attività professionali per due ore o più mentre gli stakanovisti veri e propri sono solo il 3%, visto che sembrano non avere a disposizione nessuna pausa.

Che cosa fanno gli italiani durante questo prezioso periodo di intervallo? Le risposte sono – in parte – sorprendenti. Il 30% degli intervistati rimane alla scrivania, consumando un breve spuntino davanti al PC rigorosamente acceso. Il 22% preferisce andare al “solito” bar con i colleghi, nelle vicinanze dell’ufficio o dell’azienda; il 21% si rifugia in uno spazio aziendale appositamente dedicato alla ricreazione (attrezzato cucina o no). Solamente il 14% beneficia di una vera e propria mensa aziendale, ed un altro 14% si può permettere di ritornare alla propria abitazione, per mangiare a casa e, magari, fare anche un sonnellino.

Se la maggior parte dei lavoratori (49%) dichiara di impiegare l’intervallo per mangiare e scambiare qualche chiacchiera con i colleghi, il 39% ha giusto il tempo di consumare il pranzo. Il 10% degli intervistati utilizza il tempo per fare qualche commissione, come andare in posta o fare la spesa, mentre un misero 3% corre in palestra.

Il sondaggio di InfoJobs.it indica, inoltre, che ben il 60% dei lavoratori italiani non ha alcuna agevolazione per la pausa pranzo, contrariamente al 27% che dispone di buoni pasto. Infine, il 5% usufruisce di convenzioni con bar e ristoranti limitrofi al proprio posto di lavoro.

Se il 21% si siede al tavolo di bar e ristoranti per un menù completo con amici e colleghi, il 58% porta qualcosa di già pronto da casa, per mangiar sano e risparmiare. Il 15% è affezionato, volente o nolente, al classico panino “al volo” mentre un 6% ammette di saltare completamente il pranzo.

Alla domanda “cosa non sopporti di più durante la pausa?”, il 60% è concorde che il poco tempo costringe a mangiare di corsa. Il 18% non riesce proprio a tollerare i colleghi rumorosi mentre l’11% si lamenta di chi porta in ufficio piatti sgradevoli e maleodoranti. Un restante 11% è infastidito da chi sbriciola su tastiera e scrivania.

Ma a chi non è mai capitato di mangiare davanti al PC? Il 39% ammette di aver fatto uno spuntino alla scrivania quando c’era molto da fare al lavoro, mentre il 25% ritiene che sia importante concedersi un break durante la giornata e per questo tende a lasciare la sedia per rilassarsi un po’. Il 6% degli intervistati, anche volendo, non potrebbe rimanere alla propria postazione, in quanto l’ufficio chiude completamente.

La pausa pranzo va bene così com’è? Andrebbe allungata o accorciata? Il 49% degli intervistati da InfoJobs.it dichiara di non poter rinunciare alla pausa pranzo, in quanto serve ad alleviare un po’ lo stress della giornata. Il 40%, invece, la ridurrebbe per poter uscire prima dal lavoro la sera. Al contrario, l’11% propone di allungarne i tempi, per poter mangiare con più calma.