PIL Paesi G7, Italia unica a non crescere

di Massimiliano Santoro

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Dai conti nazionali dell'Ocse emerge un -0,2% per il PIL italiano nel terzo trimestre del 2011, mentre il PIL dell'area Ocse è cresciuto dello 0,6%.

Dall’Ocse arriva la conferma di un Italia con il freno a mano. Tra i Paesi del G7, l’Italia è quello che ha fatto registrare un PIL con un segno negativo al terzo trimestre dello scorso anno. Il -0,2% del nostro Paese è frutto di un decremento dello 0,1% del consumo privato (private consumption) e di quello governativo (government consumption), di una flessione dello 0,2% degli investimenti fissi lordi (gross fixed capital formation) e dello 0,5% della variazione delle scorte/rimanenze (changes in inventories). Unico settore dove è stato registrato un deciso incremento è quello delle esportazioni nette (net exports) con una crescita dello 0,8%.

Proprio l’Ocse nella sua nota informativa ufficiale spiega che “in Italia, le esportazioni nette sono state il maggiore contributo alla crescita complessiva, ma tutti gli altri componenti – in particolare le scorte – hanno trascinato verso il basso la crescita complessiva”.

Il PIL in termini reali dell’area Ocse è cresciuto complessivamente dello 0,6% nel terzo trimestre del 2011 favorito specialmente dall’apporto della crescita del consumo privato con un positivo 0,3%. Tra i Paesi del G7 ha ripreso a correre il Giappone con un 1,4% di crescita di Pil “dovuto in parte a un rimbalzo tecnico dopo il disastro del terremoto del marzo 2011” con una crescita dello 0,6% delle esportazioni nette e dello 0,4% del consumo privato.

In recupero anche il Canada con una crescita dello 0,9% dovuta soprattutto alle esportazioni nette (1,3%). Incremento dello 0,5% per gli Stati Uniti trascinati dagli investimenti fissi lordi e dal consumo privato (0,4% e 0,3%). Uguale crescita anche per la Germania grazie soprattutto al consumo privato (0,5%) mentre il Regno Unito ha fatto segnare un aumento di PIL pari allo 0,6% dovuta principalmente alla variazione delle scorte (0,9%) ma le esportazioni nette e il consumo privato hanno fatto registrare un segno negativo. La Francia, infine, ha fatto registrare una crescita dello 0,3% dovuta in prima istanza al consumo privato (0,2%) mentre gli investimenti fissi lordi e le esportazioni nette sono rimasti fermi.