Riforma del lavoro: ok dall?Ocse, Monti promosso

di Teresa Barone

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L?Ocse approva la riforma del lavoro ma esorta l?Italia a riprendere la crescita: per Mario Monti arrivano consensi anche dalla Cina.

Il rapporto dell’Ocse sull’area euro commenta l’operato del Governo Monti, sottolineando come le nuove riforme al varo, soprattutto quella sul lavoro, siano necessarie per favorire la crescita dell’Italia, ma ribadendo anche come esista ancora troppa disparità tra l’Italia e gli altri paesi della UE.

Non si può ancora parlare di crescita economica nel Paese, tuttavia per favorire lo sviluppo è necessario intervenire in modo determinato con le riforme, facendo in modo che le finanze statali si fortifichino e, di conseguenza, si riduca sensibilmente il debito pubblico.

L’Ocse focalizza l’attenzione anche sulla necessità che i livelli di reddito dei lavoratori italiani si sollevino, potenziando il potere di acquisto delle famiglie: “Nei paesi con una crescita persistentemente bassa come l’Italia c’è la necessità di tornare a un cammino di crescita più forte e migliorare la competitività. Il consolidamento di bilancio è ora in corso in tutti i paesi, ma ogni ripresa nell’area euro rimarrà fragile finché gli squilibri sono irrisolti. L’Italia è in una migliore posizione per quanto riguarda il livello del suo deficit ma necessita anche di rafforzare la sua capacità di credito“.

In merito alla riforma del lavoro, inoltre, il segretario generale dell’Ocse Angel Gurri approva tutto il pacchetto di misure considerato “ad ampio raggio”, e necessario per sbloccare una situazione di stallo che oggi caratterizza il mercato occupazionale. Non si tratta, tuttavia, dell’unico segnale positivo ricevuto dal Premier, che ha potutoraccogliere pareri positivi anche in ambito internazionale grazie al presidente cinese Hu Jintao.

Alla vigilia del viaggio in Cina, infatti, Hu Jintao ha invitato la business community della Cina a effettuare investimenti in Italia, proprio in virtù delle qualità riconosciute al Premier. Numerosi gli apprezzamenti del leader cinese anche in riferimento alle riforme strutturali e alle operazioni volte a risanare il bilancio statale. A elogiare le decisioni prese da Mario Monti e la validità della riforma del lavoro è anche il Wall Street Journal, che non solo accosta il nome del Premier a quello di Margaret Thatcher, ma insiste sul fatto che la nuova normativa non è troppo restrittiva e non può essere ostacolata: “In gran parte del mondo libero questa sarebbe considerata una riforma utile ma moderata. La nuova legge non colpisce il diritto del lavoratore di contestare in tribunale il licenziamento per motivi disciplinari“.