Auto, Fiat cresce grazie a Chrysler

di Andrea Barbieri Carones

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Trimestrale positiva per il gruppo auto Fiat-Chrysler, con utili a 379 mln; a trainare i dati, la Casa Usa, che ha aumentato gli utili di 4 volte.

Volano gli utili del gruppo Fiat-Chrysler, dovuti principalmente all’exploit del brand americano, che nei primi 3 mesi del 2012 ha fatto registrare una trimestrale da record. Mentre Fiat ha visto una perdita di 273 milioni di euro, l’azienda auto del Michigan ha visto il proprio utile passare da 116 a 473 milioni di dollari rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Questo risultato è dovuto in particolare alla crescita del 40% delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti.

“Un altro trimestre in positivo – ha commentato Sergio Marchionne in occasione della premiazione di produttore dell’anno nello stato del Michigan – basato su incrementi delle vendite superiori a quanto avviene nel resto del settore industriale, a riprova che tutto lo staff Chrysler sta mantenendo il suo focus”.

Una nota dell’azienda automobilistica di Detroit riporta anche altri dati positivi, che vedono l’utile operativo del trimestre a quota 740 milioni di dollari, il 55% in più rispetto ai 477 milioni dello stesso periodo del 2011 e frutto anche dell’aumento del 25% del fatturato che è passato da 13,12 miliardi di dollari a 16,36. La differenza fra l’aumento del fatturato e quello dell’utile operativo si deve a più alti costi industriali, alla ricerca e allo sviluppo per i nuovi modelli e agli investimenti per il marketing.

A livello complessivo, dunque, l’intero gruppo guidato da Marchionne – che nel giro di un paio d’anni potrebbe fondersi in un’inica grande azienda – ha chiuso il primo trimestre 2012 con un utile netto di 379 milioni, in aumento sui 37 milioni dello stesso periodo del 2011. Exploit dei ricavi netti, che sono più che raddoppiati nel giro di 12 mesi passando da 9,21 miliardi a 20,22 miliardi. Escludendo dal computo la Chrysler, questi ultimi sono pari a 8,7 miliardi con un calo del 5,7% soprattutto a causa della diminuzione delle vendite in Europa sia per le auto sia per i veicoli commerciali leggeri.

Anche considerando il volume di auto vendute nei primi 3 mesi del 2012 i dati Chrysler danno ragione alla politica industriale di Sergio Marchionne e, di conseguenza, di chi lo ha premiato: le 523mila unità commercializzate in tutto il mondo rappresentano un aumento del 33% rispetto alle 394mila dello scorso anno, con una quota che negli Usa è passata dal 9,2 all’11,2% mentre in Canada è arrivata a toccare il 15%, diventando per la prima volta il leader di mercato.

Viste le premesse del primo trimestre, anche per il resto dell’anno si prevedono risultati simili: gli obiettivi per il 2012 parlano infatti di un utile netto di 1,5 miliardi di dollari, di un utile operativo di almeno 3 miliardi, un flusso di cassa di almeno 1 miliardo, di un giro d’affari netto di 65 miliardi e di almeno 2,3 milioni di auto vendute in tutto il mondo.

Il prossimo passo è il lancio della Dodge Dart, la vettura compatta basata sul pianale dell’Alfa Romeo Giulietta.

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