Fiat, condanna anche in appello

di Massimiliano Santoro

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Fiat condannata all'assunzione a Pomigliano di 145 lavoratori; intanto c'è attesa per la presentazione del nuovo piano strategico della Casa auto.

Il secondo round giudiziario tra la Fiat e la Fiom viene vinto ancora una volta dal sindacato di categoria. L’azienda auto, infatti, è stata condannata dalla Corte di Appello d Roma per discriminazione collettiva nelle assunzioni di Fabbrica Italia Pomigliano nei riguardi di 126 lavoratori iscritti alla Fiom e di altri 19 lavoratori iscritti che hanno presentato ricorso insieme al sindacato dei metalmeccanici della Cgil.

Soddisfazione, ovviamente, è stata espressa dalla Fiom che ha considerato la sentenza della Corte di Appello come un risultato “per tutte le lavoratrici e i lavoratori e conferma che lavoro e diritti non devono essere fra loro contrapposti e che in Italia la Fiat, condannata ripetutamente dai tribunali, deve rispettare le leggi e la Costituzione”.

Dal Lingotto, invece, si è specificato che si sta valutando un ricorso alla Corte di Cassazione ribadendo ciò che aveva evidenziato già dopo la sentenza di primo grado: “Le considerazioni di allora risultano ancor piu? valide oggi – ha spiegato Fiat – alla luce del fatto che l’azienda e? gia? stata costretta a far ricorso negli ultimi mesi alla cassa integrazione per un totale di 20 giorni lavorativi, a causa della situazione del mercato automobilistico europeo”.

Intanto, c’è grande attesa per la presentazione del nuovo piano Fiat che sarà presentato dall’ad Sergio Marchionne alla fine del mese e che svelerà le prossime mosse del Lingotto in termini di nuove strategie di mercato e di realizzazione di nuovi modelli. Sembra che sia stata scongiurata del tutto l’ipotesi di una chiusura dello stabilimento di Mirafiori con annessa riflessione sulle produzioni da affidare agli impianti di Melfi e Cassino.

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