Fornero: la riforma del lavoro non causa disoccupazione

di Teresa Barone

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Il Ministro Fornero si difende dalle accuse di chi reputa la riforma del lavoro responsabile della disoccupazione nella penisola.

La responsabilità della disoccupazione che affligge l’Italia non può ricadere sulla riforma del lavoro, varata solo da pochi mesi.

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Questo il pensiero del Ministro Elsa Fornero espresso a margine di una conferenza stampa a Bruxelles successiva alla riunione in sede UE.

Per il Ministro del Welfare la riforma del lavoro non ha avuto ancora il tempo per agire effettivamente nel contesto italiano: “La disoccupazione è aumentata non solo in Italia, è aumentata in tutta Europa e voglio dire a quelli che sostengono che è aumentata in conseguenza della riforma del mercato del lavoro, che è aumentata anche in Spagna, dove si è fatta una riforma che è ha una flessibilità molto più accentuata“.

La nuova normativa, invece, si basa su principi solidi come l’apprendistato, che nell’ottica della riforma ha la potenzialità non di limitare la flessibilità ma di combattere il precariato diffuso nella penisola. Lo stesso Ministro ha infatti ribadito che: “L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato“.

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Un’altra novità inerente la riforma è l’attivazione dell’Osservatorio Permanente sulla Riforma del Mercato del Lavoro promosso da Gi Group Academy, Gi Group e OD&M Consulting: un sistema di monitoraggio volto a fornire supporto alle aziende in materia di contratti e nuove regole introdotte dalla riforma.

Secondo Stefano Colli-Lanzi, Ceo di Gi Group e presidente di Gi Group Academy, il fine dell’Osservatorio è anche quello di valutare eventuali migliorie raccogliendo le opinioni delle stesse imprese: “Abbiamo deciso di creare l’Osservatorio permanente sulla Riforma del Lavoro perché non possiamo essere operatori senza essere prima osservatori. Come soggetto che intende avere un ruolo pubblico riteniamo questo tipo di iniziative profondamente coerenti con la nostra mission aziendale. Oltretutto, credo sia indispensabile, come d’altro canto ha previsto lo stesso Ministro Fornero, monitorare la Riforma e quindi discuterne per eventuali migliorie non sulla base di convinzioni aprioristiche e ideologiche, ma partendo dai comportamenti delle aziende.”