Fisco: anagrafe dei conti correnti al via

di Teresa Barone

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L?anagrafe tributaria dei conti correnti è in arrivo: ecco tutte le scadenze e le modifiche al decreto richieste dal Garante della Privacy.

Sta per essere varato il decreto che darà il via all’anagrafe tributaria dei conti correnti, come stabilito dall’Agenzia delle Entrate al fine di contrastare l’evasione fiscale. Un provvedimento che, ancora prima di entrare in vigore, ha dovuto scontrarsi con il Garante della Privacy e, di conseguenza, essere sottoposto ad alcune modifiche volte a evitare abusi.

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L’anagrafe tributaria dei conti correnti prevede l’obbligo, da parte degli intermediari finanziari, di trasmettere i dati relativi ai saldi e ai movimenti dei conti correnti dei contribuenti: banche, Poste Italiane e altri organismi di investimento dovranno inviare all’Agenzia delle Entrate i dati inerenti il 2011 entro il 31 ottobre 2013 alla, mentre per il 2012 la scadenza è fissata per il 31 marzo 2014 e per il 2013 le informazioni dovranno pervenire entro il 20 aprile 2014.

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«Gli intermediari finanziari elencati all’articolo 7, sesto comma, del Dpr 29 settembre 1973, n. 605 (già costretti alla comunicazione all’anagrafe tributaria stabilita dal provvedimento del 19 gennaio 2007), – fra cui banche, Poste italiane, intermediari, imprese di investimento, organismi di investimento collettivo del risparmio e società di gestione del risparmio – dovranno comunicare i dati identificativi del rapporto, incluso il codice univoco, rivolto al soggetto persona fisica o non fisica  che ne ha la disponibilità e a tutti i cointestatari (qualora ci siano più soggetti), nonché i dati riguardanti il saldo iniziale al 1° gennaio e al saldo finale al 31 dicembre.»

I dati trasmessi riguardano i conti correnti, i conti deposito titoli, le gestioni patrimoniali, le carte di credito/debito, i rapporti fiduciari, le operazioni extra/conto, le cassette di sicurezza,  i certificati di deposito, i buoni fruttiferi e i contratti derivati. Nessuna informazione sarà inviata, invece, in materia di fondi pensione e finanziamenti.

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Secondo quanto stabilito dal Garante della Privacy, i dati saranno conservati fino al 31 dicembre del sesto anno successivo a ogni anno d’imposta.

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