Incarichi ai dirigenti pubblici, la stretta del Governo

di Teresa Barone

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Nuove regole per i dirigenti della PA: nessun incarico in caso di condanne penali, provenienza da incarichi in enti privati o da organi politici.

Il Governo Monti ha varato un provvedimento volto a dettare regole precise in materia di assunzioni nella pubblica amministrazione: nell’ottica di lottare contro la corruzione nella PA, il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato un decreto che stabilisce tre casi specifici che impediscono ai dirigenti di ricevere un incarico pubblico.

Il decreto del CdM afferma che la concessione di incarichi apicali ai dirigenti pubblici deve essere evitata in caso di condanne penali, provenienza da incarichi e cariche in enti privati, provenienza da organi di indirizzo politico.

Il fine della nuova normativa fortemente voluta dal Ministro della PA Filippo Patroni Griffi è anche finalizzata a stabilire criteri meramente qualitativi nell’affidamento di un incarico dirigenziale. Non sarà quindi possibile conferire incarichi dirigenziali ai soggetti che hanno riportato condanne penali  per reati contro la PA, come anche a coloro che hanno già ricoperto incarichi e cariche in enti privati.

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Lo stesso decreto, inoltre, stabilisce nuove regole per la formazione dei dirigenti e il reclutamento degli stessi, che sarà effettuato esclusivamente sulla base dei meriti. Saranno promossi annualmente nuovi concorsi da parte della nuova Scuola Nazionale dell’Amministrazione (Sna) e dalle altre scuole della PA.

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Questo il commento del Ministro della PA:

«Questa riforma segna uno spartiacque importante nella lotta alla corruzione. Si apre una fase nuova per una PA di qualità. E si apre anche un canale che consentirà sempre più di selezionare la migliore classe dirigente del Paese.»

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