Dipendenti, caffè e demansionamento

di Teresa Barone

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Obbligo di risarcimento per il datore che chiede al dipendente laureato con mansioni di concetto di portare il caffè o fare fotocopie.

Al dipendente assunto con mansioni di concetto non può essere chiesto di portare il caffè o di passare il tempo a inviare fax e fare fotocopie: un comportamento sanzionabile secondo quanto sottolinea la Corte di Cassazione con la sentenza 23170 dell’11 ottobre 2013.

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Il dipendente laureato e inserito nell’organico attraverso un contratto che prevede mansioni di concetto, quindi, può rifiutare l’esecuzione di compiti in grado di ledere il “diritto alla dignità della persona sul luogo di lavoro“. Un diritto che, se violato, può far scattare per il datore di lavoro l’obbligo a risarcire i danni per il demansionamento.

La Corte di Cassazione si è espressa a favore di un lavoratore che, per oltre quattro anni, ha dovuto subire le pretese del datore di lavoro inerenti mansioni non solo collocabili al limite della qualifica posseduta ma considerate molto inferiori a essa: è la stessa sentenza, infatti, a sottolineare come fare fotocopie e inviare fax non siano compiti comparabili con le mansioni previste per «la categoria “C” che implicano il possesso di conoscenze teoriche specialistiche, elevate capacità tecniche, autonomia e responsabilità.»

Ecco un estratto della sentenza:

«La Corte d’appello ha motivatamente ritenuto che i fatti accertati consentissero di ritenere acquisita, sia pur presuntivamente, la dimostrazione di una lesione del diritto alla dignità della persona sul luogo di lavoro con rispetto del patrimonio professionale insito nell’inquadramento spettante al lavoratore, secondo l’atto di assunzione (o successivamente acquisito).»

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