La UE contro i superstipendi dei top manager

di Teresa Barone

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Limitare la disuguaglianza retributiva tra i top executive delle aziende quotate e i dipendenti: la UE annuncia battaglia.

Linee guida precise e misure restrittive per determinare le retribuzioni dei top manager attivi nelle aziende quotate: la Commissione Europea pensa a stabilire limiti ferrei per evitare la sproporzione tra i compensi dei top executive e i salari dei dipendenti, stando a quanto annuncia il Financial Times.

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L’intervento della UE potrebbe basarsi sull’obbligo di sottoporre a votazione gli stipendi dei top manager, giudicati categoricamente dall’assemblea degli azionisti.

La finalità primaria della nuova normativa, in fase di studio, è ridurre i gap esistente tra le retribuzioni da capogiro percepite dai vertici aziendali e le buste paga dei lavoratori, divario che ha raggiunto cifre shock in numerosi paesi.

Per quanto riguarda l’Italia, ad esempio, le retribuzioni di alcuni CEO così come i bonus e la buonuscita dei manager mostrano disuguaglianze evidenti se confrontate con i compensi dei dipendenti: Sergio Marchionne, ad esempio, percepirebbe un superstipendio pari a 1600 volte il salario di un impiegato Fiat con un salario medio di 30mila euro lordi all’anno).

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La diseguaglianza retributiva è stata oggetto di una petizione promossa da Fiba-Cisl lo scorso dicembre, promotori di una legge in grado di limitare a 20 volte il rapporto tra i compensi dei banchieri e i salari dei dipendenti.